sabato 17 maggio 2008

Dalla Germania in Cina in Trabant

BERLINO(GERMANIA) - Dalla Germania alla Cina in Trabant. E' l'ambizioso viaggio di oltre 10.000 km che il sessantunenne tedesco Rolf Becker, meglio conosciuto come D-Rolf (Becker si guadagna da vivere suonando un "Drehorgel", un organetto) intende portare a termine con l'auto con motore da 26 cavalli, simbolo dell'ex Ddr, in vista delle prossime Olimpiadi che si terranno a Pechino il prossimo agosto. Partito giovedì scorso da Magdeburgo, capitale della Sassonia, Becker raggiungerà Rostock, nel nord della Germania. Qui prenderà un traghetto che lo porterà in Lettonia e dopo aver attraversato Estonia, Russia e Mongolia l'eccentrico tedesco raggiungerà l'ex "Celeste Impero"
ASSOCIAZIONE DI BENEFICENZA - Se i suoi calcoli saranno giusti e se tutto andrà bene Becker ha programma di arrivare entro la terza settimana di luglio a Pechino, quindici giorni prima dell'inizio dei Giochi Olimpici che partiranno il prossimo 8 agosto. Il lungo itinerario di Becker potrà essere seguito giorno dopo giorno sul suo sito web : il viaggiatore tedesco ha promesso che, durante le Olimpiadi, farà autografare il cofano della sua Trabant dai più grandi campioni internazionali dello sport, vendendolo poi al migliore offerente e destinerà il ricavato ad un'associazione di beneficenza.
PAURA DELLA BUROCRAZIA - Intervistato dal settimanale tedesco "Der Spiegel" Becker sostiene di non temere affatto le scarse prestazioni e l'affidabilità della sua auto, ma l'unico vero problema sono le burocrazie dei paesi che dovrà attraversare e che potrebbero rallentare la sua corsa. «Come dico sempre alle persone, l'auto non mi preoccupa» spiega con orgoglio Becker al settimanale tedesco. «D’altronde è sempre una macchina tedesca». L’estroso sessantunenne non viaggerà da solo: un gruppo di amici alla guida di altre due Trabant dovrebbero accompagnarlo in questa nuova impresa. «Vedremo quante auto riusciranno a terminare l'itinerario» commenta l'ex cittadino della Germania orientale. A chi gli fa notare che forse questa volta si tratta di un impresa troppo audace, egli taglia corto: «Ho sempre portato a termine i miei viaggi» e ricorda quando, durante un viaggio in Africa, attraversando la Somalia si trovò in una zona controllata dalle truppe ribelli che cominciarono a sparare colpi di arma da fuoco contro la sua Trabant: «Dopo mi accorsi che la Trabi era stata colpita da un proiettile» continua Becker. «Fortunatamente quella volta Allah ci protesse»

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