E' malato di Alzheimer e del morbo di Parkinson, ed è costretto in carrozzina: pressoché intrasportabile. Ma la commissione medica deve visitarlo, per valutare se il suo handicap meriti i benefici previsti in base alla sua invalidità. Per questo motivo Guglielmo Moretti, 84 anni, deve sostenere tale visita in strada, sul Lungotevere, perché la sua carrozzina non entra nell'ascensore del Dipartimento di medicina legale, di Roma.
"Una situazione limite", denuncia il figlio Sergio che deve periodicamente assistere il padre in questa odissea . "Mio padre è intrasportabile", racconta al Messaggero. Oltre a tutte le difficoltà e le pene che quest'uomo deve suibire per la sua menomazione, sono le barriere architettoniche di chi dovrebbe facilitarne la vita a colpirlo ancora più duramente.
"Ho deciso di filmare tutto quanto con il telefonino - prosegue il figlio - e l'ho consegnato, con tanto di ricevuta, agli Uffici della Direzione generale Asl RmE, in modo che tutti sappiano che mio padre, invalido al 100%, è costretto ad essere visitato in strada perché non può raggiungere le stanze della struttura".
mercoledì 26 novembre 2008
sabato 22 novembre 2008
Usa, si uccide in diretta tv online
Un 19enne americano si è tolto la vita in diretta tv su internet a Broward County (Florida). Il ragazzo, che aveva un account su un sito di social network che consente di trasmettere online propri video, si è suicidato con una grossa quantità di farmaci davanti a 1.500 persone. Molti pensavano a uno scherzo ma, dopo aver visto il giovane per ore immobile sul letto, hanno chiamato la polizia che è arrivata troppo tardi.
Gli agenti che hanno sfondato la porta della sua casa lo hanno trovato morto sul letto, con il video ancora acceso. La webcam, ancora attiva, ha mostrato le immagini dei quattro poliziotti che entravano nella stanza e gli sentivano il polso. Poi, tutto buio. Il medico legale della contea ha confermato il decesso, e la polizia ha aperto un'inchiesta.
Abraham K. Biggs aveva annunciato l'intenzione di uccidersi con un messaggio su un forum online, e aveva lasciato un'altra nota sul sito bodybuilding.com che frequentava.
Il suo pseudonimo su Justin.tv era "Feel like Ecstasy" ("Mi sento come l'ecstasy"). Aveva spiegato come si sarebbe suicidato, fornendo i dettagli delle droghe che avrebbe preso. "Sono uno str... - aveva scritto - ho deluso e mi sento che non posso migliorare. Amo una ragazza e so che non sono alla sua altezza".
Molti avevano risposto al suo "post" con insulti e lo avevano invitato a mettere in pratica quello che annunciava. Dopo la tragedia, molti internauti hanno cancellato i loro messaggi offensivi. "Ci dispiace che questo sia avvenuto e rispettiamo la privacy di chi ha inviato il video e della sua famiglia", ha commentato l'amministratore delegato di Justin.tv, Michael Seibel, annunciando la rimozione del video dal sito.
La morte dell'adolescente fa tornare alla mente quella del britannico Kevin Whitrick, che si è ucciso di fronte a una webcam qualche tempo fa.
Gli agenti che hanno sfondato la porta della sua casa lo hanno trovato morto sul letto, con il video ancora acceso. La webcam, ancora attiva, ha mostrato le immagini dei quattro poliziotti che entravano nella stanza e gli sentivano il polso. Poi, tutto buio. Il medico legale della contea ha confermato il decesso, e la polizia ha aperto un'inchiesta.
Abraham K. Biggs aveva annunciato l'intenzione di uccidersi con un messaggio su un forum online, e aveva lasciato un'altra nota sul sito bodybuilding.com che frequentava.
Il suo pseudonimo su Justin.tv era "Feel like Ecstasy" ("Mi sento come l'ecstasy"). Aveva spiegato come si sarebbe suicidato, fornendo i dettagli delle droghe che avrebbe preso. "Sono uno str... - aveva scritto - ho deluso e mi sento che non posso migliorare. Amo una ragazza e so che non sono alla sua altezza".
Molti avevano risposto al suo "post" con insulti e lo avevano invitato a mettere in pratica quello che annunciava. Dopo la tragedia, molti internauti hanno cancellato i loro messaggi offensivi. "Ci dispiace che questo sia avvenuto e rispettiamo la privacy di chi ha inviato il video e della sua famiglia", ha commentato l'amministratore delegato di Justin.tv, Michael Seibel, annunciando la rimozione del video dal sito.
La morte dell'adolescente fa tornare alla mente quella del britannico Kevin Whitrick, che si è ucciso di fronte a una webcam qualche tempo fa.
venerdì 21 novembre 2008
Obama, si scommette su assassinio
Continuano negli Usa gli episodi di minacce di morte (vere o scherzose) nei confronti di Barack Obama. L'ultima viene dal Maine, dove in un negozio di Standish, cittadina di 9.285 abitanti nel Maine, è stato esposto un cartello per pubblicizzare scommesse da 1 dollaro "sulla data dell'assassinio di Obama". In una cittadina dell'Idaho, Rexburg, invece, alcuni bimbi su un pulmann hanno cantato in coro una canzone intitolata "Assassinate Obama".
Macabre scommesse
Un po' per scherzo e un po' no, continuano negli Stati Uniti gli episodi di minacce di morte nei confronti di Barack Obama. L'ultima in tal senso viene dal Maine, dove in un esercizio di Standish, cittadina di 9.285 abitanti del sud ovest, è stato esposto un cartello per segnalare ai clienti che in quel locale si accettavano scommesse da un dollaro "sulla data dell'assassinio di Obama". Titolo del gioco-scommessa, "Osama Obama Shotgun Pool" accompagnato da questa scritta: "Speriamo che qualcuno vinca".
Il consiglio comunale, pur deprecando il cattivo gusto dell'iniziativa, ha difeso il diritto dell'esercente, titolare dell' Oak Hill General Store, e degli scommettitori a manifestare quella che ha definito la loro "libertà di pensiero".
Canzoncine innocenti?
In una cittadina dell'Idaho, Rexburg, mentre erano sull'autobus che li portava a scuola, gli studenti si sono invece messi a cantare in coro una canzoncina evidentemente molto popolare tra loro visto che tutti la conoscevano: "Assassinate Obama". Il gesto, già grave di per sé, ha sollevato negli Stati Uniti un' ulteriore ondata di protesta quando si è saputo che a cantare erano bambini di seconda e terza elementare, e che lo hanno fatto il 5 novembre scorso, proprio all' indomani della vittoria di Obama.
L'episodio è tornato alla ribalta dopo che il sindaco di Rexburg, Shawn Larsen, ha scritto un editoriale sul giornale locale per chiedere pubblicamente scusa al Presidente e all'America, a nome di tutta la città. E ha deciso di farlo perché, ha sottolineato, finora nessuno a Rexburg si era sentito in dovere di scusarsi. "Ma - afferma il sindaco - quando la gente non prende posizione chiara di fronte a episodi come questo e non dichiara che tali comportamenti non solo sono inappropriati e sbagliati, ma anche odiosi, allora significa che, con quel silenzio, la gente è come se li approvasse, come se dicesse che vanno bene. E invece non vanno bene affatto".
Rexburg è una cittadina di 17.000 abitanti che il 4 novembre ha votato per l' 85% per John McCain. Molti dei suoi cittadini la considerano come "la più repubblicana d'America", al punto che dopo il risultato elettorale vi è stato chi in città ha esposto cartelli chiaramente riferiti alla figura del presidente eletto, Barack Obama, sui quali era scritto: "qui si fanno pubbliche impiccagioni gratis".
Obama intanto lavora alla sua squadra
Ma il neo eletto presidente degli Stati Uniti sembra non curarsi di minacce e canzoncine a lui dedicate e continua a lavorare a quella che sarà la "sua squadra" presidenziale. Si è infatti saputo che potrebbe arrivare dopo la Festa del Ringraziamento, giovedì prossimo, l'annuncio della nomina di Hillary Clinton a segretario di Stato della futura amministrazione Washington. Oltre alla ex first lady, i nomi che erano stati fatti dai media sui possibili candidati erano quelli del governatore del New Mexico, Bill Richardson e dell'ex candidato democratico alla presidenza, John Kerry.
Telefonino spiato
Potrebbe essersi trattato di un tentativo di spionaggio fallito ai danni del presidente eletto Barack Obama: l'operatore telefonico Usa Verizon Wireless ha fatto sapere che alcuni suoi dipendenti hanno avuto accesso - senza permesso - ad un telefono cellulare di proprietà di Obama che al momento non è piu' attivo. Un collaboratore di Obama ha fatto sapere che i messaggi vocali e le e-mail del presidente eletto non sono stati ascoltati o letti.
Macabre scommesse
Un po' per scherzo e un po' no, continuano negli Stati Uniti gli episodi di minacce di morte nei confronti di Barack Obama. L'ultima in tal senso viene dal Maine, dove in un esercizio di Standish, cittadina di 9.285 abitanti del sud ovest, è stato esposto un cartello per segnalare ai clienti che in quel locale si accettavano scommesse da un dollaro "sulla data dell'assassinio di Obama". Titolo del gioco-scommessa, "Osama Obama Shotgun Pool" accompagnato da questa scritta: "Speriamo che qualcuno vinca".
Il consiglio comunale, pur deprecando il cattivo gusto dell'iniziativa, ha difeso il diritto dell'esercente, titolare dell' Oak Hill General Store, e degli scommettitori a manifestare quella che ha definito la loro "libertà di pensiero".
Canzoncine innocenti?
In una cittadina dell'Idaho, Rexburg, mentre erano sull'autobus che li portava a scuola, gli studenti si sono invece messi a cantare in coro una canzoncina evidentemente molto popolare tra loro visto che tutti la conoscevano: "Assassinate Obama". Il gesto, già grave di per sé, ha sollevato negli Stati Uniti un' ulteriore ondata di protesta quando si è saputo che a cantare erano bambini di seconda e terza elementare, e che lo hanno fatto il 5 novembre scorso, proprio all' indomani della vittoria di Obama.
L'episodio è tornato alla ribalta dopo che il sindaco di Rexburg, Shawn Larsen, ha scritto un editoriale sul giornale locale per chiedere pubblicamente scusa al Presidente e all'America, a nome di tutta la città. E ha deciso di farlo perché, ha sottolineato, finora nessuno a Rexburg si era sentito in dovere di scusarsi. "Ma - afferma il sindaco - quando la gente non prende posizione chiara di fronte a episodi come questo e non dichiara che tali comportamenti non solo sono inappropriati e sbagliati, ma anche odiosi, allora significa che, con quel silenzio, la gente è come se li approvasse, come se dicesse che vanno bene. E invece non vanno bene affatto".
Rexburg è una cittadina di 17.000 abitanti che il 4 novembre ha votato per l' 85% per John McCain. Molti dei suoi cittadini la considerano come "la più repubblicana d'America", al punto che dopo il risultato elettorale vi è stato chi in città ha esposto cartelli chiaramente riferiti alla figura del presidente eletto, Barack Obama, sui quali era scritto: "qui si fanno pubbliche impiccagioni gratis".
Obama intanto lavora alla sua squadra
Ma il neo eletto presidente degli Stati Uniti sembra non curarsi di minacce e canzoncine a lui dedicate e continua a lavorare a quella che sarà la "sua squadra" presidenziale. Si è infatti saputo che potrebbe arrivare dopo la Festa del Ringraziamento, giovedì prossimo, l'annuncio della nomina di Hillary Clinton a segretario di Stato della futura amministrazione Washington. Oltre alla ex first lady, i nomi che erano stati fatti dai media sui possibili candidati erano quelli del governatore del New Mexico, Bill Richardson e dell'ex candidato democratico alla presidenza, John Kerry.
Telefonino spiato
Potrebbe essersi trattato di un tentativo di spionaggio fallito ai danni del presidente eletto Barack Obama: l'operatore telefonico Usa Verizon Wireless ha fatto sapere che alcuni suoi dipendenti hanno avuto accesso - senza permesso - ad un telefono cellulare di proprietà di Obama che al momento non è piu' attivo. Un collaboratore di Obama ha fatto sapere che i messaggi vocali e le e-mail del presidente eletto non sono stati ascoltati o letti.
giovedì 20 novembre 2008
Gb, compra biglietto per l'opera lo ingaggiano come tenore
Tenore per caso. E' accaduto a Cardiff dove uno studente di canto che aveva chiamato l'Opera del Galles per avere dei biglietti per un galà, si è sentito offrire il posto di tenore, visto che il titolare si era ammalato. Adriano Graziani, 32enne anglo-italiano, ha accettato e dopo sole due ore era davanti al pubblico del Welsh National Opera (Wno) al Millennium Centre di Cardiff, dove ha cantato tra gli applausi.
Tutto è iniziato quando Adriano Graziani ha chiamato l'Opera del Galles per avere dei biglietti per il galà. Ma dall'altra parte, alla cornetta, l'addetto alla biglietteria del teatro ne ha riconosciuto la voce, sapendo che lui era la persona giusta per potere sostituire il tenore, che si era ammalato all'ultimo momento. "Tu sei un tenore, vero? Non è che saresti libero stasera? Il nostro tenore si è ammalato", racconta Graziani che continua: "Così mi sono trovato a cantare E lucevan le stelle dalla Tosca, la canzone napoletana Core 'ngrato, il duetto del brindisi della Traviata e Arafa Don, una canzone gallese".
"Essendo mezzo italiano e mezzo gallese, il mio sogno era di cantare l'opera italiana; ce l'ho nel sangue. Ma anche avere un'audizione è molto difficile", dice Graziani, che ora ha un contratto per fare Rodolfo nella Boheme, nel 2009. La sua esibizione è stata un tale trionfo che ora ha ottenuto il contratto che tanto sognava.
Graziani sembra essere sempre l'uomo giusto al posto giusto: lo scorso anno, poco dopo aver terminato i corsi al Royal College of Music, era stato ingaggiato come sostituto per il ruolo di Macduff in una produzione di Macbeth per la Glyndebourne Touring Opera. Il protagonista si è ammalato, lui è subentrato, e la sua performance gli è valsa un premio come miglior cantante debuttante dell'anno
Tutto è iniziato quando Adriano Graziani ha chiamato l'Opera del Galles per avere dei biglietti per il galà. Ma dall'altra parte, alla cornetta, l'addetto alla biglietteria del teatro ne ha riconosciuto la voce, sapendo che lui era la persona giusta per potere sostituire il tenore, che si era ammalato all'ultimo momento. "Tu sei un tenore, vero? Non è che saresti libero stasera? Il nostro tenore si è ammalato", racconta Graziani che continua: "Così mi sono trovato a cantare E lucevan le stelle dalla Tosca, la canzone napoletana Core 'ngrato, il duetto del brindisi della Traviata e Arafa Don, una canzone gallese".
"Essendo mezzo italiano e mezzo gallese, il mio sogno era di cantare l'opera italiana; ce l'ho nel sangue. Ma anche avere un'audizione è molto difficile", dice Graziani, che ora ha un contratto per fare Rodolfo nella Boheme, nel 2009. La sua esibizione è stata un tale trionfo che ora ha ottenuto il contratto che tanto sognava.
Graziani sembra essere sempre l'uomo giusto al posto giusto: lo scorso anno, poco dopo aver terminato i corsi al Royal College of Music, era stato ingaggiato come sostituto per il ruolo di Macduff in una produzione di Macbeth per la Glyndebourne Touring Opera. Il protagonista si è ammalato, lui è subentrato, e la sua performance gli è valsa un premio come miglior cantante debuttante dell'anno
Usa, a 8 anni confessa omicidio dei genitori. Video finisce in tv
Un bambino di 8 anni ha confessato alla polizia dell'Arizona di aver ucciso a colpi di pistola entrambi i genitori di ritorno da scuola. Il video contenente la confessione è stato trasmesso dalle televisioni americane sollevando polemiche sulla conduzione dell'interrogatorio durante il quale al ragazzo non sarebbero stati letti i diritti e per il quale non è stato chiamato alcun avvocato. Ora sul bimbo pesa una duplice accusa di omicidio.
Nella cassetta si vede il bambino seduto su una poltrona della propria casa davanti a due donne poliziotto, mentre racconta di aver trovato i cadaveri in casa tornando da scuola. Pressato dalle domande dei due agenti il bambino ha alla fine confessato di essere stato lui a premere ripetutamente il grilletto. "Andrò in carcere minorile" dice il bambino mentre gli agenti gli chiedono a cosa stia pensando.
Per farlo confessare gli agenti hanno detto che il laboratorio avrebbe trovato le impronte se lui avesse toccato la pistola e che tracce di polvere da sparo sarebbero state trovate sui suoi vestiti. Nel corso dell'interrogatorio il ragazzo ha detto inoltre di aver cominciato a sparare con il padre andando a caccia di conigli e uccelli e che ogni tanto giocava con la pistola che i genitori avevano in casa.
I legali del bambino hanno già fatto sapere che si opporranno in ogni modo a che il video sia utilizzato nel corso del processo, proprio a causa della violazione dei diritti del bambino.
Nella cassetta si vede il bambino seduto su una poltrona della propria casa davanti a due donne poliziotto, mentre racconta di aver trovato i cadaveri in casa tornando da scuola. Pressato dalle domande dei due agenti il bambino ha alla fine confessato di essere stato lui a premere ripetutamente il grilletto. "Andrò in carcere minorile" dice il bambino mentre gli agenti gli chiedono a cosa stia pensando.
Per farlo confessare gli agenti hanno detto che il laboratorio avrebbe trovato le impronte se lui avesse toccato la pistola e che tracce di polvere da sparo sarebbero state trovate sui suoi vestiti. Nel corso dell'interrogatorio il ragazzo ha detto inoltre di aver cominciato a sparare con il padre andando a caccia di conigli e uccelli e che ogni tanto giocava con la pistola che i genitori avevano in casa.
I legali del bambino hanno già fatto sapere che si opporranno in ogni modo a che il video sia utilizzato nel corso del processo, proprio a causa della violazione dei diritti del bambino.
giovedì 10 luglio 2008
Arbitro ubriaco allontanato dal campo
La storia del calcio si arricchisce di un aneddoto in più: Sergei Shmolik, l'arbitro bielorusso, sabato scorso è sceso in campo completamente sbronzo durante la partita valida per il campionato locale tra FC Vitebsk e FC Naftan, finita poi 1 a 1All'inizio si pensava che Shmolik avesse un dolore alla schiena; il fischietto della Fifa è stato allontanato a fine gioco fuori dal campo dal quarto uomo, tra gli applausi e qualche fischio del pubblico.
SQUALIFICATO - Nel secondo tempo il 43enne direttore di gara ha cominciato a fischiare senza motivo e a dimenarsi nel centrocampo (da dove non si è praticamente quasi mai mosso) come se soffrisse di forti dolori alla schiena. I test in ospedale hanno invece rivelato che il suo strano comportamento era dato dall'alto tasso alcolemico. Ora sarà squalificato. Nella sua lunga, e fino a qui impeccabile carriera, Shmolik ha diretto, tra l'altro, anche Italia-Lituania (qualificazione ai Mondiali del 2002). Secondo quanto riportano i media russi l'arbitro aveva in corpo 2,6 milligrammi per litro di sangue. L'arbitro ha ammesso di aver voluto narcotizzare il mal di schiena, appunto, con una dose massiccia di alcolici.
SQUALIFICATO - Nel secondo tempo il 43enne direttore di gara ha cominciato a fischiare senza motivo e a dimenarsi nel centrocampo (da dove non si è praticamente quasi mai mosso) come se soffrisse di forti dolori alla schiena. I test in ospedale hanno invece rivelato che il suo strano comportamento era dato dall'alto tasso alcolemico. Ora sarà squalificato. Nella sua lunga, e fino a qui impeccabile carriera, Shmolik ha diretto, tra l'altro, anche Italia-Lituania (qualificazione ai Mondiali del 2002). Secondo quanto riportano i media russi l'arbitro aveva in corpo 2,6 milligrammi per litro di sangue. L'arbitro ha ammesso di aver voluto narcotizzare il mal di schiena, appunto, con una dose massiccia di alcolici.
mercoledì 9 luglio 2008
Cina, tornado uccide 80mila anatre
Un vero e proprio mattatoio per 80mila anatre: un tornado ha distrutto un allevamento di volatili nella contea di Shuni, non lontano da Pechino. Era uno dei maggiori fornitori di anatre per la capitale cinese, dove i pennuti vengono poi cucinati secondo la ricetta tradizione dell'anatra alla pechinese. Per il momento è emergenza nei principali ristoranti di Pechino, perchè la pregiata materia prima non si trova sul mercato.
Non si sa ancora se l'incidente provocato dal tornado avrà conseguenze sul prezzo delle anatre nei mercati e nei ristoranti della città, che ad agosto ospiterà i Giochi olimpici. Secondo la stampa locale renderà comunque difficile trovare a buon prezzo il pezzo forte del menù pechinese durante le tre settimane delle Olimpiadi
Non si sa ancora se l'incidente provocato dal tornado avrà conseguenze sul prezzo delle anatre nei mercati e nei ristoranti della città, che ad agosto ospiterà i Giochi olimpici. Secondo la stampa locale renderà comunque difficile trovare a buon prezzo il pezzo forte del menù pechinese durante le tre settimane delle Olimpiadi
Gb, trova pipistrello nel reggiseno
Scioccante episodio per una receptionist britannica che si è trovata, nel reggiseno, nientemeno che un pipistrello. La ragazza, Abbie Hawkins, ha raccontato di essersi accorta della presenza dell'animale dopo varie ore trascorse al lavoro in compagnia di una strana "vibrazione". La giovane, all'inizio, non ci ha fatto caso convinta si trattasse del suo cellulare: poi la scoperta. ll pipistrello si era addormentato nella sua abbondante "quarta".
L'incredibile episodio è accaduto a Norwich, est della Gran Bretagna. Dopo aver indossato per oltre cinque ore il reggiseno, Abbie Hawkins ha trovato il coraggio di verificare da che cosa fosse causato quello strano movimento. Inizialmente scioccata dall'imprevedibile scoperta, la giovane si è poi detta dispiaciuta per aver disturbato il sonno del ''tenero'' pipistrello.
''Sembrava così rilassato e a proprio agio - ha raccontato la ragazza - che mi sono sentita in colpa per averlo rimosso dalla sua posizione. Appena l'ho preso in mano, si è subito precipitato sotto la scrivania alla ricerca del buio. Probabilmente avrei dovuto lasciarlo dove si trovava e offrirgli una confortevole dimora''. Il pipistrello è stato poi catturato da un collega della ragazza e rimesso subito in libertà.
L'incredibile episodio è accaduto a Norwich, est della Gran Bretagna. Dopo aver indossato per oltre cinque ore il reggiseno, Abbie Hawkins ha trovato il coraggio di verificare da che cosa fosse causato quello strano movimento. Inizialmente scioccata dall'imprevedibile scoperta, la giovane si è poi detta dispiaciuta per aver disturbato il sonno del ''tenero'' pipistrello.
''Sembrava così rilassato e a proprio agio - ha raccontato la ragazza - che mi sono sentita in colpa per averlo rimosso dalla sua posizione. Appena l'ho preso in mano, si è subito precipitato sotto la scrivania alla ricerca del buio. Probabilmente avrei dovuto lasciarlo dove si trovava e offrirgli una confortevole dimora''. Il pipistrello è stato poi catturato da un collega della ragazza e rimesso subito in libertà.
domenica 22 giugno 2008
Bimbo lecca dita del padre e muore
Un bambino di otto mesi è morto dopo aver succhiato le dita del padre intrise di cocaina. E' successo negli Usa a dicembre, e dopo 6 mesi di processo Dannis Day Driver, 26enne genitore del bimbo, è stato condannato all'ergastolo per omicidio a mezzo di overdose. L'uomo, pizzicato già otto volte per fatti legati alla droga, ha confessato di aver preso la cocaina, ma di non averla data anche al piccolo addormentato sul suo petto.
L'avvocato difensore di Driver ha riferito che il suo cliente si è sempre dichiarato innocente e si è giustificato dicendo che, a sua insaputa, il bambino aveva succhiato le sue dita intrise dalla cocaina appena assunta. I due, secondo la ricostruzione dei fatti, si sono poi addormentati con il bambino che riposava sul petto del genitore. Quando il padre di Dennis junior si è svegliato ha visto il figlio che non respirava più.
Oltre alla pena in carcere, Dennis Driver dovrà anche pagare 10mila dollari di ammenda.
L'avvocato difensore di Driver ha riferito che il suo cliente si è sempre dichiarato innocente e si è giustificato dicendo che, a sua insaputa, il bambino aveva succhiato le sue dita intrise dalla cocaina appena assunta. I due, secondo la ricostruzione dei fatti, si sono poi addormentati con il bambino che riposava sul petto del genitore. Quando il padre di Dennis junior si è svegliato ha visto il figlio che non respirava più.
Oltre alla pena in carcere, Dennis Driver dovrà anche pagare 10mila dollari di ammenda.
Docente marchia a fuoco alunno
Episodio shock in una scuola dell'Ohio, dove un insegnante di scienze, immediatamente licenziato, ha marchiato a fuoco un alunno con una croce, predicando in classe contro gli omosessuali. Il docente, John Freshwater, era stato invitato più volte in passato a rimuovere la Bibbia dalla sua cattedra e di smettere di predicare agli alunni contro l'omosessualità. "La Bibbia afferma che l'omosessualità è un peccato", ripeteva ad ogni occasione.
"Essere gay è una scelta e tutti i gay sono peccatori'', ha detto più volte ai suoi alunni di terza media l'invasato insegnante di scienze. Alcune settimane fa Freshwater aveva usato un apparecchio che sviluppa calore, usato nelle lezioni di scienze, per marchiare a fuoco un alunno con una croce. La scuola media di Mount Vernon lo ha sospeso ed avviato una procedura di licenziamento
"Essere gay è una scelta e tutti i gay sono peccatori'', ha detto più volte ai suoi alunni di terza media l'invasato insegnante di scienze. Alcune settimane fa Freshwater aveva usato un apparecchio che sviluppa calore, usato nelle lezioni di scienze, per marchiare a fuoco un alunno con una croce. La scuola media di Mount Vernon lo ha sospeso ed avviato una procedura di licenziamento
venerdì 20 giugno 2008
Il patto tra liceali: «Un figlio per ciascuna»
WASHINGTON – Al liceo di Gloucester nel Massachusetts, che conta 1.200 studenti, quest'anno 17 ragazze, tutte di 15 – 16 anni, sono rimaste incinte, e circa 140 altre si sono sottoposte a un test sulla gravidanza. Un evento senza precedenti per questa città di 30 mila abitanti, in prevalenza bianca e cattolica, all'avanguardia nella istruzione sessuale, che ha insospettito le autorità scolastiche. E a ragione. Le autorità hanno scoperto che le ragazze avevano stretto un patto irresponsabile: fare figli per riceverne l'amore incondizionato e per allevarli insieme, senza sposarsi. Traumatizzato, il preside Joseph Sullivan ha riferito che «le ragazze non incinte sono quelle dimostratesi deluse». E ha aggiunto: «Non ci capacitiamo di questo fenomeno: uno dei padri è un minorenne, un altro è un senza tetto di 24 anni, un altro è un poco di buono».
LE REAZIONI - L'incredibile vicenda ha provocato una profonda spaccatura nel liceo e nella città. Il medico della scuola, il Dottor Brian Orr, e la sua infermiera, Kim Daly, si sono dimessi: «Avevamo capito che cosa stava succedendo, e avevamo chiesto che fossero distribuiti profilattici agli studenti e che intervenissero degli psichiatri» ha protestato il medico. «Ma l'Ospedale Addison Gilbert, da cui noi dipendiamo, ha respinto la nostra richiesta. Questo fenomeno poteva essere contenuto con l'aiuto delle famiglie». Ha aggiunto Sue Todd, una dirigente di "Pathway for children", Sentiero dei bambini, una associazione assistenziale delle ragazze madri: «Ci siamo trovati in difficoltà, di solito le studentesse incinte non sono più di 4 all’anno. Non vorremmo che questa storia si ripetesse».
IL RACCONTO - A gettare luce sull'accaduto è stata una studentessa di 18 anni, Amanda Ireland, che l'anno scorso diede alla luce un maschio, e che tacque il nome del padre. «Al liceo si fa sesso - ha dichiarato alla rivista Time che l’ha intervistata - ma le mie compagne sono state dissennate. Non è facile allevare un bambino da sole, né sentirsi amate quando ogni notte ti sveglia alle tre. Non si finisce più la scuola». La giovane ha attribuito l'evento alla crisi della famiglia in America e in particolare a Gloucester: «Molte di noi si sentono incomprese e trascurate. Ma io so di avere sbagliato, un figlio ha bisogno di un padre e di una casa». Time non ha potuto avvicinare le 17 ragazze incinte né i loro genitori: il sindaco di Gloucester, Carolyn Kirk, ne ha protetto il diritto alla riservatezza. Secondo la signora Kirk, sul patto tra le 17 giovani potrebbe avere influito il film "Juno", che narra appunto della gravidanza di una sedicenne. Il sindaco evidenzia anche che in America le natalità illegittime sono tornate ad aumentare dal 2006, dopo essere calate per 15 anni. Jack Vandras, l’assessore alla sanità, ha promesso che correrà ai ripari: «Abbiamo aperto corsi sull’istruzione sessuale per le famiglie e abbiamo chiesto l'aiuto delle parrocchie. Prenderemo misure per la riapertura dell’anno scolastico». In America la vicenda ha innescato un acceso dibattito sulle responsabilità dei genitori e degli insegnanti nei confronti dei minori.
LE REAZIONI - L'incredibile vicenda ha provocato una profonda spaccatura nel liceo e nella città. Il medico della scuola, il Dottor Brian Orr, e la sua infermiera, Kim Daly, si sono dimessi: «Avevamo capito che cosa stava succedendo, e avevamo chiesto che fossero distribuiti profilattici agli studenti e che intervenissero degli psichiatri» ha protestato il medico. «Ma l'Ospedale Addison Gilbert, da cui noi dipendiamo, ha respinto la nostra richiesta. Questo fenomeno poteva essere contenuto con l'aiuto delle famiglie». Ha aggiunto Sue Todd, una dirigente di "Pathway for children", Sentiero dei bambini, una associazione assistenziale delle ragazze madri: «Ci siamo trovati in difficoltà, di solito le studentesse incinte non sono più di 4 all’anno. Non vorremmo che questa storia si ripetesse».
IL RACCONTO - A gettare luce sull'accaduto è stata una studentessa di 18 anni, Amanda Ireland, che l'anno scorso diede alla luce un maschio, e che tacque il nome del padre. «Al liceo si fa sesso - ha dichiarato alla rivista Time che l’ha intervistata - ma le mie compagne sono state dissennate. Non è facile allevare un bambino da sole, né sentirsi amate quando ogni notte ti sveglia alle tre. Non si finisce più la scuola». La giovane ha attribuito l'evento alla crisi della famiglia in America e in particolare a Gloucester: «Molte di noi si sentono incomprese e trascurate. Ma io so di avere sbagliato, un figlio ha bisogno di un padre e di una casa». Time non ha potuto avvicinare le 17 ragazze incinte né i loro genitori: il sindaco di Gloucester, Carolyn Kirk, ne ha protetto il diritto alla riservatezza. Secondo la signora Kirk, sul patto tra le 17 giovani potrebbe avere influito il film "Juno", che narra appunto della gravidanza di una sedicenne. Il sindaco evidenzia anche che in America le natalità illegittime sono tornate ad aumentare dal 2006, dopo essere calate per 15 anni. Jack Vandras, l’assessore alla sanità, ha promesso che correrà ai ripari: «Abbiamo aperto corsi sull’istruzione sessuale per le famiglie e abbiamo chiesto l'aiuto delle parrocchie. Prenderemo misure per la riapertura dell’anno scolastico». In America la vicenda ha innescato un acceso dibattito sulle responsabilità dei genitori e degli insegnanti nei confronti dei minori.
Imperia: bagnino multato, al suo posto aveva messo una bambola gonfiabile
IMPERIA - Altro che fannullone. Aveva tentato di farla franca con un trucco degno del film «L'aereo più pazzo del mondo». Un bagnino ligure è stato multato di 1.032 euro per essersi allontanato dal posto di guardia: in sua vece aveva lasciato su una sedia in riva al mare una bambola gonfiabile con tanto di maglietta rossa e fischietto in bocca. È accaduto in uno stabilimento balneare di Imperia, dove la capitaneria di Porto è arrivata stamani nel corso di una serie di controlli lungo le spiagge della provincia.
LA SCOPERTA - I militari hanno visitato la postazione di guardia e hanno trovato la bambola seduta su una sedia sotto l'ombrellone. A fianco, su un'altra sedia, il binocolo per gli avvistamenti, in terra la cima da srotolare per l'eventuale operazione di salvataggio. Di lì a poco il vero bagnino è stato rintracciato e multato. Il vicecomandante della Capitaneria di Porto, Danilo Manconi ha spiegato che l'uomo ha violato l'ordinanza balneare perchè si era allontanato dalla postazione e non indossava la maglietta con la scritta «salvataggio» ed è stato così sanzionato con una ammenda pari a 1.032 euro. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni su tutto il litorale della provincia.
LA SCOPERTA - I militari hanno visitato la postazione di guardia e hanno trovato la bambola seduta su una sedia sotto l'ombrellone. A fianco, su un'altra sedia, il binocolo per gli avvistamenti, in terra la cima da srotolare per l'eventuale operazione di salvataggio. Di lì a poco il vero bagnino è stato rintracciato e multato. Il vicecomandante della Capitaneria di Porto, Danilo Manconi ha spiegato che l'uomo ha violato l'ordinanza balneare perchè si era allontanato dalla postazione e non indossava la maglietta con la scritta «salvataggio» ed è stato così sanzionato con una ammenda pari a 1.032 euro. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni su tutto il litorale della provincia.
Un pitone di due metri spunta dal water
DARWIN - Una scena degna di un film horror: un cittadino di Darwin, una città tropicale dell'Australia settentrionale, è andato in bagno e ha visto spuntare un pitone di quasi due metri dal suo water.
Il giornale locale "Northern Territory News" spiega che l'appartamento era al decimo piano di un condominio. Il cacciatore di serpenti Chris Peberdy ha detto al giornale che il pitone, che probabilmente è scappato dalla casa di qualcuno, ha viaggiato attraverso le fognature. «Quando l'ho visto sono rimasto scioccato - ha detto - Non c'è altro modo possibile in cui avrebbe potuto arrivare lì. L'ho dovuto lavare perché era tutto bagnato e un po' maleodorante».
Il giornale locale "Northern Territory News" spiega che l'appartamento era al decimo piano di un condominio. Il cacciatore di serpenti Chris Peberdy ha detto al giornale che il pitone, che probabilmente è scappato dalla casa di qualcuno, ha viaggiato attraverso le fognature. «Quando l'ho visto sono rimasto scioccato - ha detto - Non c'è altro modo possibile in cui avrebbe potuto arrivare lì. L'ho dovuto lavare perché era tutto bagnato e un po' maleodorante».
martedì 17 giugno 2008
Un frate spiega il sesso sul web
Un frate polacco, Ksawery Knotz, insegna come fare sesso grazie a un sito che è già conosciuto in rete come il "kamasutra cattolico". Padre Knotz promette orgasmi paradisiaci con qualche avvertenza: "Nella religione cattolica il sesso è una questione tra marito e moglie e tra una coppia sposata e Dio". Rimane il mistero di come un religioso possa spiegare le gioie della carne, ma i suoi consigli pare funzionino.
"Al contrario di quello che si crede generalmente - spiega Ksawery Knotz - la chiesa cattolica non mette al bando i piaceri della carne". Su szansaspotkania.net si fa riferimento al sesso esplicito anche con disegni e illustrazioni commentati in polacco. Nelle sezione in lingua inglese il materiale a disposizione dei navigatori è però meno ricca di immagini.
Rimane da svelare il mistero di come un religioso, che ha fatto voto di celibato e castità, possa spiegare a una coppia come avere super-orgasmi che "portano dritto in paradiso".
"Al contrario di quello che si crede generalmente - spiega Ksawery Knotz - la chiesa cattolica non mette al bando i piaceri della carne". Su szansaspotkania.net si fa riferimento al sesso esplicito anche con disegni e illustrazioni commentati in polacco. Nelle sezione in lingua inglese il materiale a disposizione dei navigatori è però meno ricca di immagini.
Rimane da svelare il mistero di come un religioso, che ha fatto voto di celibato e castità, possa spiegare a una coppia come avere super-orgasmi che "portano dritto in paradiso".
Gb, no ingresso ad Ascot senza slip
Per le corse di cavalli più antiche d'Inghilterra, famose per lo sfoggio di stravaganti cappellini da parte delle spettatrici, gli organizzatori hanno imposto un rigido protocollo per il vestiario delle invitate. Bandite dalle tribune le signore senza slip sotto gli abiti estivi leggeri, quelle che mostrano l'ombelico nudo, minigonne o bretelline sottili. Chi sgarra sarà allontanata dall'evento e ritirato il pass.
La "fashion police" non farà partecipare al Royal Ascot, in programma fino al 21 giugno, chi non ha l'abito di ordinanza. Chi va oltre le regole del "formal day dress", l'abito formale da giorno richiesto sull'invito, non è bene accetta perchè non appropriata all'evento Royal Ascot. Nessuna limitazione ai cappellini, invece, che continueranno ad attirare l'interesse dei fotografi durante i giorni di gare.
La "fashion police" non farà partecipare al Royal Ascot, in programma fino al 21 giugno, chi non ha l'abito di ordinanza. Chi va oltre le regole del "formal day dress", l'abito formale da giorno richiesto sull'invito, non è bene accetta perchè non appropriata all'evento Royal Ascot. Nessuna limitazione ai cappellini, invece, che continueranno ad attirare l'interesse dei fotografi durante i giorni di gare.
Canada, ritrovati piedi umani
Da alcuni mesi a questa parte, sulle coste della Columbia Britannica vengono trovati piedi umani. L'ultimo, un piede sinistro, è stato visto, in parte sommerso, sulla riva dell'isola di Westham, a sud di Vancouver. Lo riferisce la polizia. Con questo salgono a cinque gli anomali ritrovamenti nella regione. In precedenza erano stati pescati 4 piedi destri con indosso calzini e scarpe. Due di essi erano di misura 45.
La polizia locale sta cercando di capire da dove possano provenire quei resti umani; tutte le ipotesi sono aperte. Potrebbe trattarsi di parti scartate da qualche università o istituto che utilizza cadaveri a scopo di studio o, ed è questa l'ipotesi più agghiacciante, potrebbe trattarsi di "segnali" lasciati da un serial killer che opera nella zona.
Al momento non è stato possibile riuscire ad identificare a chi appartenessero i piedi ritrovati anche se gli investigatori stanno setacciando la lista delle persone scomparse negli ultimi mesi.
La polizia locale sta cercando di capire da dove possano provenire quei resti umani; tutte le ipotesi sono aperte. Potrebbe trattarsi di parti scartate da qualche università o istituto che utilizza cadaveri a scopo di studio o, ed è questa l'ipotesi più agghiacciante, potrebbe trattarsi di "segnali" lasciati da un serial killer che opera nella zona.
Al momento non è stato possibile riuscire ad identificare a chi appartenessero i piedi ritrovati anche se gli investigatori stanno setacciando la lista delle persone scomparse negli ultimi mesi.
giovedì 12 giugno 2008
Marito troppo anziano,no alle nozze
Le autorità egiziane hanno impedito che si svolgesse un matrimonio tra un arabo e una giovane egiziana. Il motivo? La grande differenza di età tra i due mancati sposi. L'uomo ha infatti 75 anni in più rispetto alla giovane. Secondo il ministero della Giustizia, questa forte differenza di età contrasta con la legge che regolamenta i matrimoni tra le egiziane e gli stranieri.
"Questo provvedimento - commenta il delegato del ministero, Ahmad al-Sarjani - impedisce il turismo sessuale in Egitto da parte di anziani stranieri che sposano giovani egiziane". In base alla legge sul matrimonio, la differenza di età tra i due coniugi non deve superare i 25 anni. "Inoltre - sottolinea al-Saraji - lo straniero deve presentare una documentazione fornita dalla sua ambasciata che attesta il suo stato sociale e un certificato di nascita per determinarne l'età".
C'è un modo per aggirare il limite di differenza di età: lo sposo può versare una somma di danaro considerevole su un conto bancario egiziano intestato all'aspirante sposa. Il governo egiziano da anni cerca di evitare il commercio di giovani donne provenienti da famiglie povere a ricchi uomini dei paesi arabi del Golfo. Sono 633 i matrimoni tra egiziane e stranieri, in maggioranza arabi, avvenuti nell'ultimo anno: 173 violavano il limite di età.
"Questo provvedimento - commenta il delegato del ministero, Ahmad al-Sarjani - impedisce il turismo sessuale in Egitto da parte di anziani stranieri che sposano giovani egiziane". In base alla legge sul matrimonio, la differenza di età tra i due coniugi non deve superare i 25 anni. "Inoltre - sottolinea al-Saraji - lo straniero deve presentare una documentazione fornita dalla sua ambasciata che attesta il suo stato sociale e un certificato di nascita per determinarne l'età".
C'è un modo per aggirare il limite di differenza di età: lo sposo può versare una somma di danaro considerevole su un conto bancario egiziano intestato all'aspirante sposa. Il governo egiziano da anni cerca di evitare il commercio di giovani donne provenienti da famiglie povere a ricchi uomini dei paesi arabi del Golfo. Sono 633 i matrimoni tra egiziane e stranieri, in maggioranza arabi, avvenuti nell'ultimo anno: 173 violavano il limite di età.
Su voli Usa tagliate scorte acqua
Per far fronte ai costi sempre più esorbitanti del carburante le compagnie aeree americane ora tagliano le scorte d'acqua a bordo. Meno acqua significa minor peso e quindi minor consumo di carburante. Lo riporta il Wall Street Journal mettendo in rilievo, tuttavia, che ciò comporterà disagi per i passeggeri. A partire dalle toilette. Ma la compagnia Northwest la pensa diversamente: molti aerei dopo tratte internazionali tornano con serbatoi d'acqua mezzi pieni.
La Northwest prevede quindi di diminuire del 25% la quantità di acqua da imbarcare a bordo per dei voli internazionali. L'acqua pesa 1,36 chili per ogni gallone (il gallone corrisponde a 3,8 litri), mentre un gallone di carburante corrisponde a 3,64 chili. "Per ogni 11,30 chili tagliati, il risparmio è di 440.000 dollari l'anno", spiega Tim McGraw direttore dei programmi ambientali di Northwest.
La misura si è resa necessaria per il continuo aumento dei costi del carburante: secondo la Air Transport Association, se otto anni fa bastava il 15% del prezzo dei biglietti per pagare il carburante, oggi occorre il 40%. E se il prezzo del petrolio non arresterà la propria corsa, quest'anno le compagnie aeree spenderanno 61,2 miliardi di dollari in carburante per i loro jet, ovvero più di cinque volte quel che avrebbero speso nel 2002.
"La nostra flotta possiede oltre 500 aerei", ha detto Beth Harbin, portavoce di un'altra compagnia, la Southwest. "Se è possibile risparmiare sul volo di un singolo aeromobile e moltiplicare questo risparmio, anche piccolo, per 500 ecco che il risultato comincia a vedersi" conclude
La Northwest prevede quindi di diminuire del 25% la quantità di acqua da imbarcare a bordo per dei voli internazionali. L'acqua pesa 1,36 chili per ogni gallone (il gallone corrisponde a 3,8 litri), mentre un gallone di carburante corrisponde a 3,64 chili. "Per ogni 11,30 chili tagliati, il risparmio è di 440.000 dollari l'anno", spiega Tim McGraw direttore dei programmi ambientali di Northwest.
La misura si è resa necessaria per il continuo aumento dei costi del carburante: secondo la Air Transport Association, se otto anni fa bastava il 15% del prezzo dei biglietti per pagare il carburante, oggi occorre il 40%. E se il prezzo del petrolio non arresterà la propria corsa, quest'anno le compagnie aeree spenderanno 61,2 miliardi di dollari in carburante per i loro jet, ovvero più di cinque volte quel che avrebbero speso nel 2002.
"La nostra flotta possiede oltre 500 aerei", ha detto Beth Harbin, portavoce di un'altra compagnia, la Southwest. "Se è possibile risparmiare sul volo di un singolo aeromobile e moltiplicare questo risparmio, anche piccolo, per 500 ecco che il risultato comincia a vedersi" conclude
mercoledì 11 giugno 2008
India, famiglia sepolta viva
Orrore in India. Un'intera famiglia è stata lapidata e poi sepolta viva perché sospettata di stregoneria. Lo riferisce la polizia. Il capofamiglia è stato convocato nella casa del capo villaggio di Koilajuli Milanpur, nell'Assam. I vicini lo hanno accusato di aver fatto morire un abitante del villaggio gravemente malato. Quindi hanno trascinato l'uomo, la moglie, il figlio e la nuora nella giungla dove si è consumata la terribile morte.
In centinaia si sono scagliati contro i presunti stregoni, accusandoli di aver pronunciato formule di magia nera. L'uomo aveva fatto sorgere i sospetti visitando l'ammalato per pronunciare delle formule religiose, come spiega la polizia. Poi gli abitanti del villaggio hanno colpito Majhi, la moglie, il figlio e la nuora con pietre e mattoni, li hanno trascinati nella vicina giungla e li hanno sepolti vivi.
Anche se le forze dell'ordine stanno indagando sull'accaduto, finora nessuno è stato arrestato. Oltre 500 persone sono state uccise nello Stato indiano negli ultimi cinque anni perché i vicini pensavano che praticassero la stregoneria.
La superstizione e la magia nera sono molto comuni nella parte nord orientale del Paese. Lo scorso aprile, nello stato del Jarkhand, un gruppo di persone uccise una donna ritenuta una strega e si decise poi di esporne la testa in un museo, come monito per gli abitanti dei villaggi.
La polizia negli ultimi tempi sta cercando di condurre campagne di sensibilizzazione per cercare di sradicare il fenomeno nelle zone tribali.
In centinaia si sono scagliati contro i presunti stregoni, accusandoli di aver pronunciato formule di magia nera. L'uomo aveva fatto sorgere i sospetti visitando l'ammalato per pronunciare delle formule religiose, come spiega la polizia. Poi gli abitanti del villaggio hanno colpito Majhi, la moglie, il figlio e la nuora con pietre e mattoni, li hanno trascinati nella vicina giungla e li hanno sepolti vivi.
Anche se le forze dell'ordine stanno indagando sull'accaduto, finora nessuno è stato arrestato. Oltre 500 persone sono state uccise nello Stato indiano negli ultimi cinque anni perché i vicini pensavano che praticassero la stregoneria.
La superstizione e la magia nera sono molto comuni nella parte nord orientale del Paese. Lo scorso aprile, nello stato del Jarkhand, un gruppo di persone uccise una donna ritenuta una strega e si decise poi di esporne la testa in un museo, come monito per gli abitanti dei villaggi.
La polizia negli ultimi tempi sta cercando di condurre campagne di sensibilizzazione per cercare di sradicare il fenomeno nelle zone tribali.
Il principe Carlo salda i debiti di famiglia Con un po' di ritardo: risalivano al 1651
LONDRA - Meglio tardi che mai. Specie se «tardi» significa risparmiare sugli interessi, che in questo caso sarebbero stati colossali. Il principe Carlo ha infatti saldato un debito contratto dalla casa reale britannica nel lontano 1651 con la Compagnia dei confezionatori di Worcester. Re Carlo II aveva ordinato uniformi militari nel corso della guerra contro le forze repubblicane di Cromwell. «Pagherò», aveva detto il sovrano. E come si fa a dubitare della parola di un re? E soprattutto chi si assume l'incarico di andare a ricordargli «quel debituccio» che aveva contratto, specie in un periodo in cui era facile perdere la testa (in senso letterale)?
INTERESSI - Fatto sta che i sarti di Worcester non hanno protestato, ma nemmeno hanno dimenticato. E quando è capitata l'occasione buona hanno ricordato alla casa reale che era venuto il momento di saldare i debiti. Facendo anche il bel gesto di non chiedere gli interessi, che sarebbero ammontati a 47.500 sterline. Martedì il principe Carlo si è recato a Worcester con un assegno in mano pari a circa 566 euro e il caso è stato chiuso. Sul libro mastro della Compagnia dei confezionatori è stata finalmente scritta la parola «saldato» e il direttore ha dato al principe la ricevuta.
INTERESSI - Fatto sta che i sarti di Worcester non hanno protestato, ma nemmeno hanno dimenticato. E quando è capitata l'occasione buona hanno ricordato alla casa reale che era venuto il momento di saldare i debiti. Facendo anche il bel gesto di non chiedere gli interessi, che sarebbero ammontati a 47.500 sterline. Martedì il principe Carlo si è recato a Worcester con un assegno in mano pari a circa 566 euro e il caso è stato chiuso. Sul libro mastro della Compagnia dei confezionatori è stata finalmente scritta la parola «saldato» e il direttore ha dato al principe la ricevuta.
martedì 10 giugno 2008
Stavano per prelevargli gli organi ma si sveglia: il suo cuore era fermo da un'ora
PARIGI - I chirurghi dell'equipe trapianti erano già pronti a espiantargli gli organi, quando si sono accorti che dava segni di vita. Una vicenda - rivelata dal quotidiano Le Monde - che ha dell'incredibile. Protagonista della vicenda un 45enne francese, colpito da infarto del miocardio in una strada di Parigi all'inizio del 2008. I medici dell'ambulanza avevano tentato di rianimarlo sul posto, senza successo, decidendo poi di trasportarlo al vicino ospedale di Pitiè-Salpetriere, nella capitale, attrezzato per praticare una dilatazione delle coronarie.
REAZIONE AGLI STIMOLI DOLOROSI - Durante il tragitto, nonostante i continui tentativi, il cuore non aveva ripreso a battere, e una volta in ospedale le analisi avevano sancito l'impraticabilità della dilatazione coronarica. Sembrava dunque che non ci fosse più niente da fare. L'uomo era diventato quindi, un'ora e mezza dopo l'arresto cardiaco, un potenziale donatore d'organi: un donatore «a cuore fermo», non cerebralmente morto ma non più rianimabile. Un verdetto smentito appena in tempo: quando l'equipe di chirurghi abilitata al prelievo degli organi stava per procedere, infatti, il paziente ha cominciato a respirare spontaneamente, e a dare segni di reazione agli stimoli dolorosi.
«ORA PARLA E CAMMINA» - «A conti fatti, esistevano dei segni di vita (o sintomi), enunciato equivalente all'assenza di segni clinici di morte» spiega il rapporto dei medici alla commissione etica dell'Assistenza pubblica ospedaliera di Parigi, incaricata di valutare la vicenda. «Dopo numerose settimane - prosegue - costellate da complicazioni gravi, il paziente cammina e parla». Non si sa, però, se sia stato informato del rischio corso. Medici e tecnici rianimatori interpellati dalla commissione hanno spiegato che i casi in cui «un paziente che tutti davano per deceduto sopravvive dopo manovre di rianimazione prolungate ben al di là dell'abituale, o di quanto considerato ragionevole» sono «eccezionali, ma capitano nel corso di una carriera». Cosa che, concludono, mostra «quante domande rimangano nel campo della rianimazione, delle modalità di intervento e dei criteri che permettono di stabilire un fallimento».
DONATORI «A CUORE FERMO» - Il prelievo di organi da donatori a «cuore fermo» in Francia è stato introdotto all'inizio del 2007, con un programma sperimentale ispirato ai risultati ottenuti con questo metodo in altri Paesi, tra cui Spagna, Usa e Gran Bretagna. Finora ha permesso di eseguire una sessantina di trapianti prima impossibili, a fronte di 231 morti tra i pazienti in attesa di organi compatibili nel 2007.
REAZIONE AGLI STIMOLI DOLOROSI - Durante il tragitto, nonostante i continui tentativi, il cuore non aveva ripreso a battere, e una volta in ospedale le analisi avevano sancito l'impraticabilità della dilatazione coronarica. Sembrava dunque che non ci fosse più niente da fare. L'uomo era diventato quindi, un'ora e mezza dopo l'arresto cardiaco, un potenziale donatore d'organi: un donatore «a cuore fermo», non cerebralmente morto ma non più rianimabile. Un verdetto smentito appena in tempo: quando l'equipe di chirurghi abilitata al prelievo degli organi stava per procedere, infatti, il paziente ha cominciato a respirare spontaneamente, e a dare segni di reazione agli stimoli dolorosi.
«ORA PARLA E CAMMINA» - «A conti fatti, esistevano dei segni di vita (o sintomi), enunciato equivalente all'assenza di segni clinici di morte» spiega il rapporto dei medici alla commissione etica dell'Assistenza pubblica ospedaliera di Parigi, incaricata di valutare la vicenda. «Dopo numerose settimane - prosegue - costellate da complicazioni gravi, il paziente cammina e parla». Non si sa, però, se sia stato informato del rischio corso. Medici e tecnici rianimatori interpellati dalla commissione hanno spiegato che i casi in cui «un paziente che tutti davano per deceduto sopravvive dopo manovre di rianimazione prolungate ben al di là dell'abituale, o di quanto considerato ragionevole» sono «eccezionali, ma capitano nel corso di una carriera». Cosa che, concludono, mostra «quante domande rimangano nel campo della rianimazione, delle modalità di intervento e dei criteri che permettono di stabilire un fallimento».
DONATORI «A CUORE FERMO» - Il prelievo di organi da donatori a «cuore fermo» in Francia è stato introdotto all'inizio del 2007, con un programma sperimentale ispirato ai risultati ottenuti con questo metodo in altri Paesi, tra cui Spagna, Usa e Gran Bretagna. Finora ha permesso di eseguire una sessantina di trapianti prima impossibili, a fronte di 231 morti tra i pazienti in attesa di organi compatibili nel 2007.
Processo sospeso per sudoku
Il giudice del tribunale di Sydney, in Australia, ha annullato un processo per sudoku. Il togato si è accorto che alcuni giurati, invece di ascoltare con attenzione le prove a carico di due imputati per traffico di droga, stavano dedicandosi al famoso passatempo aritmetico. Dopo 66 giorni di procedimento si è scoperto che cinque membri si erano dedicati al gioco per almeno metà della durata del processo.
A destare i sospetti del giudice, Peter Zahra, sono stati gli stessi giurati: alcuni di loro non stavano scrivendo orizzontalmente, ma in verticale. Da una successiva verifica è emerso che stavano compilando le caselle del sudoku. Il processo era in corso da oltre 2 mesi per un costo totale, per i contribuenti australiani, di un milione di dollari. Il nuovo procedimento, con nuovi menbri della giuria, dovrebbe aprirsi nelle prossime settimane.
A destare i sospetti del giudice, Peter Zahra, sono stati gli stessi giurati: alcuni di loro non stavano scrivendo orizzontalmente, ma in verticale. Da una successiva verifica è emerso che stavano compilando le caselle del sudoku. Il processo era in corso da oltre 2 mesi per un costo totale, per i contribuenti australiani, di un milione di dollari. Il nuovo procedimento, con nuovi menbri della giuria, dovrebbe aprirsi nelle prossime settimane.
lunedì 9 giugno 2008
Gb: Finley, il bimbo nato tre volte
Jodie, la mamma del piccolo Finley, è portatrice di una malattia genetica. Prendeva la pillola anticoncezionale, ma è comunque rimasta incinta e ha provato ad abortire. Il piccolo, dotato di una tenacia inaspettata, è sopravvissuto. Nato sei mesi fa in un ospedale del Nottinghamshire gode di ottima salute e la sua storia ha commosso la Gran Bretagna.
Finley crescerà insieme a un fratellino di un anno più vecchio di lui e gravemente menomato. La loro mamma è portatrice di una malattia genetica che le è costata la perdita del primo figlio a soli venti minuti dal parto, come spiega Il Giornale. Valutato anche l'handicap del secondogenito, Jodie aveva deciso di non aver più figli, ma Finley è stato più forte della pillola e del tentativo di aborto eseguito dai medici dell'ospedale. Gli stessi che 19 settimane dopo lo hanno aiutato a nascere.
Finley crescerà insieme a un fratellino di un anno più vecchio di lui e gravemente menomato. La loro mamma è portatrice di una malattia genetica che le è costata la perdita del primo figlio a soli venti minuti dal parto, come spiega Il Giornale. Valutato anche l'handicap del secondogenito, Jodie aveva deciso di non aver più figli, ma Finley è stato più forte della pillola e del tentativo di aborto eseguito dai medici dell'ospedale. Gli stessi che 19 settimane dopo lo hanno aiutato a nascere.
Preservativi spediti in Antartide
Anche al freddo dell'Antartide il sesso sicuro non conosce ostacoli. E' quanto emerge da una delle ultime spedizioni verso a una base di ricerca americana prima dell'inizio del buio invernale: una fornitura per un anno di preservativi. Un manager della stazione McMurdo ha detto che sono stati consegnati quasi 16.500 pezzi. I preservativi saranno dati gratuitamente al personale per evitare l'imbarazzo di doverli comprare.
Durante il lungo inverno il personale della base è ridotto all'osso, ma nonostante ciò non si nega i piaceri della carne. "Siccome tutti conoscono tutti, diventa un po' imbarazzante, ha dichiarato il capo base Bill Henriksen a un quotidiano neozelandese.
Circa 125 tra scienziati e personale risiedono nella stazione di McMurdo, la più grande comunità presente in Antartide, durante i mesi invernali quando il buio è costante.
La prima alba avrà luogo il 20 agosto e gli abitanti della McMurdo cominceranno ad aumentare di nuovo a settembre quando riprenderanno i voli di rifornimento, raggiungendo il picco di oltre mille presenze durante il periodo estivo.
Durante il lungo inverno il personale della base è ridotto all'osso, ma nonostante ciò non si nega i piaceri della carne. "Siccome tutti conoscono tutti, diventa un po' imbarazzante, ha dichiarato il capo base Bill Henriksen a un quotidiano neozelandese.
Circa 125 tra scienziati e personale risiedono nella stazione di McMurdo, la più grande comunità presente in Antartide, durante i mesi invernali quando il buio è costante.
La prima alba avrà luogo il 20 agosto e gli abitanti della McMurdo cominceranno ad aumentare di nuovo a settembre quando riprenderanno i voli di rifornimento, raggiungendo il picco di oltre mille presenze durante il periodo estivo.
domenica 8 giugno 2008
Imperia, ruba carrozzina a disabile
Uno studente di 14 anni ha rubato la carrozzina a motore di una disabile e l'ha usata per alcuni chilometri. Il giovane è stato denunciato dai carabinieri per ricettazione. E' successo a Diano Marina (Imperia). Secondo quanto ricostruito dai militari, il giovane avrebbe rubato la carrozzella di una disabile 91enne che l'aveva lasciata fuori dal negozio della figlia e, dopo essersi seduto, si è diretto verso San Bartolomeo al mare.
E' stata proprio la figlia dell'anziana ad accorgersi del furto e a denunciare l'accaduto al 112. I carabinieri hanno individuato il ragazzo mentre si divertiva, a bordo della carrozzella, con alcuni coetanei a San Bartolomeo al mare. L'adolescente è stato portato in caserma e riaffidato ai genitori.
E' stata proprio la figlia dell'anziana ad accorgersi del furto e a denunciare l'accaduto al 112. I carabinieri hanno individuato il ragazzo mentre si divertiva, a bordo della carrozzella, con alcuni coetanei a San Bartolomeo al mare. L'adolescente è stato portato in caserma e riaffidato ai genitori.
Matrimonio civile per paraplegico dopo il no della curia Viterbo
VITERBO - Si sono sposati con rito civile in un'ospedale romano un giovane paraplegico e la fidanzata cui il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, come sostengono i familiari, ha negato il matrimonio religioso per «impotenza copulativa»: un'incapacità a procreare causata da gravi lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto circa due mesi fa. Il matrimonio è stato celebrato questa mattina dal deputato e consigliere comunale Ds di Viterbo Ugo Sposetti, delegato dal sindaco della città Giulio Marini. Accanto agli sposi c'era anche il parroco della chiesa in cui i due si sarebbero dovuti sposare con il rito religioso. Il caso è stato segnalato dal quotidiano «Il Messaggero». Dopo le nozze celebrate all'interno del «Cto» di Roma è stata organizzata una festa nuziale cui sono stati invitati anche degenti, medici e infermieri che assistono lo sposo.
LA CURIA: «È STATA DECISIONE CONDIVISA» - «I termini della questione non sono quelli raccontati: a chi di dovere sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende nè da discrezionalità nè dall'intenzionalità dei soggetti»: lo si afferma in una nota diffusa oggi dalla curia di Viterbo in merito alla vicenda della giovane coppia alla quale il vescovo ha negato il matrimonio con rito religioso in quanto lo sposo di 26 anni non potrebbe avere rapporti sessuali per i postumi di un incidente stradale che lo ha reso paraplegico. «Tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana - si afferma ancora nella nota della curia - Il precetto d'amore di Cristo è per noi, sempre, norma di vita, nell'ordinario e nello straordinario». In pratica la curia non smentisce il diniego ma lo definisce «condiviso» e, soprattutto, imposto dal diritto canonico, quindi «non soggetto a discrezionalità» o «intenzionalità». Il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, afferma che non avrebbe potuto comportarsi in modo diverso da quanto ha fatto. «L'amarezza per il modo inadeguato e pretestuoso in cui è stata presentata la vicenda - conclude la nota della Curia - non fa che aumentare la solidarietà affettuosa per chi è in sofferenza e ricordare che "la verità vi farà liberi"».
LA CURIA: «È STATA DECISIONE CONDIVISA» - «I termini della questione non sono quelli raccontati: a chi di dovere sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende nè da discrezionalità nè dall'intenzionalità dei soggetti»: lo si afferma in una nota diffusa oggi dalla curia di Viterbo in merito alla vicenda della giovane coppia alla quale il vescovo ha negato il matrimonio con rito religioso in quanto lo sposo di 26 anni non potrebbe avere rapporti sessuali per i postumi di un incidente stradale che lo ha reso paraplegico. «Tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana - si afferma ancora nella nota della curia - Il precetto d'amore di Cristo è per noi, sempre, norma di vita, nell'ordinario e nello straordinario». In pratica la curia non smentisce il diniego ma lo definisce «condiviso» e, soprattutto, imposto dal diritto canonico, quindi «non soggetto a discrezionalità» o «intenzionalità». Il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, afferma che non avrebbe potuto comportarsi in modo diverso da quanto ha fatto. «L'amarezza per il modo inadeguato e pretestuoso in cui è stata presentata la vicenda - conclude la nota della Curia - non fa che aumentare la solidarietà affettuosa per chi è in sofferenza e ricordare che "la verità vi farà liberi"».
La protesta di due suore di clausura: incatenate a un lampione di San Pietro
ROMA - Due monache di clausura, cacciate alcuni anni fa dal monastero di Santa Maria del Carmine di Camerino (Macerata), si sono incatenate domenica mattina per circa due ore alla base di un lampione in Piazza Pio XII, lo slargo antistante la basilica di S.Pietro. Le due religiose, suor Albina Locantore, 73 anni, di Pisticci (Matera), e suor Teresa Izzi, 79 anni, di Fondi (Latina), appartenenti all'ordine delle Carmelitane di antica osservanza, hanno mosrato durante la protesta cartelli su cui è scritto: «Santità, non siamo né prostitute, né violente, né ladre, né malate di mente». E su un altro: «Santità, ci hanno cacciate e denunciate, vergogna!». Le due suore sostengono di aver lasciato il monastero per due mesi per motivi di salute e non essere state riammesse al loro rientro in convento. Dopo la protesta davanti al portone della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, ancora in piazza Pio XII, una portavoce delle le due monache di clausura, quasi ottantenni, ha detto di aver ricevuto, tramite le forze dell'ordine, la proposta di essere ricevute da qualche rappresentante della Congregazione, offerta respinta - ha spiegato - per l'assenza del legale rappresentante delle due suore, l'avvocato Luca Brazigar di Modena.
L'OMBRA DI UN UOMO - Dietro la vicenda delle due suore ci sono un'ispezione eccelesiale e un'inchiesta della procura. Suor Albina Locantore, 73 anni, lucana, era la priora del convento, prima di esserne allontanata dopo che un'ispezione ecclesiale del 2005 aveva scoperto varie irregolarità, compresa la presenza di un uomo, un ex appartenente alle forze dell'ordine, ospitato come custode nella struttura. Alcune religiose avevano sostenuto che la presenza dell'uomo era indispensabile, visto che il convento ospitava suore molto anziane. Dall'ispezione, però, erano emersi anche ammanchi di denaro, sui quali era stata aperta un'inchiesta della magistratura. Quest'ultima, nel 2007, ha chiesto il rinvio a giudizio dell'uomo per truffa e circonvenzione di incapace.
L'OMBRA DI UN UOMO - Dietro la vicenda delle due suore ci sono un'ispezione eccelesiale e un'inchiesta della procura. Suor Albina Locantore, 73 anni, lucana, era la priora del convento, prima di esserne allontanata dopo che un'ispezione ecclesiale del 2005 aveva scoperto varie irregolarità, compresa la presenza di un uomo, un ex appartenente alle forze dell'ordine, ospitato come custode nella struttura. Alcune religiose avevano sostenuto che la presenza dell'uomo era indispensabile, visto che il convento ospitava suore molto anziane. Dall'ispezione, però, erano emersi anche ammanchi di denaro, sui quali era stata aperta un'inchiesta della magistratura. Quest'ultima, nel 2007, ha chiesto il rinvio a giudizio dell'uomo per truffa e circonvenzione di incapace.
venerdì 6 giugno 2008
Voleva omelette, si ritrova con emù
Una donna del Sussex ha acquistato tre uova di emù per farne una gustosa omelette, ma alla fine è riuscita a ricavare da una di esse un animale domestico. Gillian Stone, una volta arrivata a casa, aveva deciso di mettere le uova in un'incubatrice nella sua cucina. Due non erano feconde, ma dopo 52 giorni il guscio del terzo è stato rotto da un piccolo pennuto, che la donna ha chiamato Osborne, che ora ha 9 giorni e sta benissimo.
Inizialmente la signora Stone lo aveva dovuto imboccare, ma ora Osborne è in salute e forse presto avrà una compagna. Tra qualche tempo raggiungerà i due metri di altezza, e la padrona ha già deciso di portarlo a vivere nella sua piccola tenuta di campagna.
Gli amici della signora non sembrano stupiti dell'inconsueto animale domestico: "Ne tira sempre fuori una nuova, ha avuto galline, ha avuto un agnello, di tutto. Una volta c'era persino una papera nella doccia", ha commentato Jenny Cosham.
La signora Stone ha dichiarato semplicemente: "Osborne era destinato a diventare un'omelette, invece ora è un emù".
Inizialmente la signora Stone lo aveva dovuto imboccare, ma ora Osborne è in salute e forse presto avrà una compagna. Tra qualche tempo raggiungerà i due metri di altezza, e la padrona ha già deciso di portarlo a vivere nella sua piccola tenuta di campagna.
Gli amici della signora non sembrano stupiti dell'inconsueto animale domestico: "Ne tira sempre fuori una nuova, ha avuto galline, ha avuto un agnello, di tutto. Una volta c'era persino una papera nella doccia", ha commentato Jenny Cosham.
La signora Stone ha dichiarato semplicemente: "Osborne era destinato a diventare un'omelette, invece ora è un emù".
Divieto di sosta: multato 366 volte
Il nemico numero uno della polizia stradale di Osaka è stato finalmente consegnato alla giustizia. Hitoshi Dogo, 26 anni, ha collezionato in meno di un anno 366 multe per divieto di sosta, ma non le ha mai pagate. Le contravvenzioni ammontano a 35.000 euro. Il giovane è stato identificato sul luogo del suo ultimo parcheggio selvaggio da una telecamera a circuito chiuso, che ha permesso di risalire alle sue generalità.
Il video è stato fondamentale per rintracciarlo perché il giovane si serviva di un'automobile intestata a un nome, rivelatosi poi una falsa identità. Con questo espediente - cioè il fatto che il suo nome non compaia tra i documenti della vettura - l'automobilista indisciplinato ritiene di essere al riparo dalla giustizia e continua a professarsi innocente. Ma ora dovrà pagare per aver parcheggiato abusivamente in varie zone di Osaka per centinaia di volte da luglio 2007 ad aprile 2008.
In Giappone pochi contravvengono alla rigidissima regolamentazione sui parcheggi. Persino per acquistare un'automobile è necessario dimostrare di possedere un box privato.
Il video è stato fondamentale per rintracciarlo perché il giovane si serviva di un'automobile intestata a un nome, rivelatosi poi una falsa identità. Con questo espediente - cioè il fatto che il suo nome non compaia tra i documenti della vettura - l'automobilista indisciplinato ritiene di essere al riparo dalla giustizia e continua a professarsi innocente. Ma ora dovrà pagare per aver parcheggiato abusivamente in varie zone di Osaka per centinaia di volte da luglio 2007 ad aprile 2008.
In Giappone pochi contravvengono alla rigidissima regolamentazione sui parcheggi. Persino per acquistare un'automobile è necessario dimostrare di possedere un box privato.
Vince 500 mila euro con i soldi della fidanzata. «Cara, non ti amo più»
TORINO - Il giorno prima aveva vinto 500 mila euro al "gratta e vinci" grazie ai soldi che gli aveva prestato la fidanzata. Il giorno dopo, improvvisamente, ha scoperto di non amarla più e ha tentato di dileguarsi. Ma lei non si è data per vinta e alla fine ha ottenuto metà della vincita. Una storia (quasi) a lieto fine avvenuta a Rivalta, in provincia di Torino.
LA VINCITA - Tutto è iniziato quando l'uomo, 42 anni, davanti ad una tabaccheria si è fatto dare del denaro dalla fidanzata 31enne, con cui stava insieme da qualche mese, ed è entrato nel negozio per comprare un "gratta e vinci". All'uscita, insieme, hanno scoperto l'incredibile vincita. La loro vita sembrava ad una svolta ma, dopo una notte di sogni, l'uomo è uscito di casa e ha chiamato la donna. «I miei sentimenti sono cambiati, non me la sento di continuare» ha detto lui prima di diventare irreperibile. Ma lei non si è data per vinta. Lo sconforto si è trasformato in rabbia e lo ha denunciato. Grazie allo zio, che ha avuto la procura dalla donna, alla fine l'uomo ha consegnato un assegno da 250 mila euro. Quando in banca arriveranno i soldi, faranno a metà. Forse, dice qualcuno che li conosce, torneranno anche insieme.
LA VINCITA - Tutto è iniziato quando l'uomo, 42 anni, davanti ad una tabaccheria si è fatto dare del denaro dalla fidanzata 31enne, con cui stava insieme da qualche mese, ed è entrato nel negozio per comprare un "gratta e vinci". All'uscita, insieme, hanno scoperto l'incredibile vincita. La loro vita sembrava ad una svolta ma, dopo una notte di sogni, l'uomo è uscito di casa e ha chiamato la donna. «I miei sentimenti sono cambiati, non me la sento di continuare» ha detto lui prima di diventare irreperibile. Ma lei non si è data per vinta. Lo sconforto si è trasformato in rabbia e lo ha denunciato. Grazie allo zio, che ha avuto la procura dalla donna, alla fine l'uomo ha consegnato un assegno da 250 mila euro. Quando in banca arriveranno i soldi, faranno a metà. Forse, dice qualcuno che li conosce, torneranno anche insieme.
giovedì 5 giugno 2008
Austria,200 lettere amore a Fritzl
Josef Fritzl, il mostro incestuoso che ha scosso l'Austria per la sua storia di padre-nonno e carnefice dei figli, è diventato un personaggio. Al punto che, nella cella del carcere di Sankt Poelten dove è rinchiuso ha ricevuto 200 lettere di donne disposte ad offrirgli il proprio amore. Lo riporta il sito del quotidiano britannico "The Sun". Le signore scrivono al 73enne che non è stato capito e che lo ritengono "buono di cuore".
Nel farsi avanti queste "fan" accettano anche la spiegazione data dall'uomo di aver tenuto segregata la figlia Elisabeth in uno scantinato per 24 anni per impedirle di smarrirsi e per tenerla al sicuro dai pericoli della droga e dell'alcolismo.
Le mittenti delle lettere, pronte ad aprire il proprio cuore a quella che il "Sun" definisce una "bestia depravata", credono anche che l'uomo, che ha avuto sette figli-nipoti da rapporti incestuosi con la figlia Elisabeth, volesse insegnarle ad apprezzare "le gioie della maternità".
Fritzl ha ricevuto tuttavia anche una montagna di lettere di insulti. Venerdì è attesa l'udienza di convalida del fermo nella quale è praticamente certo che sarà rispedito in cella in attesa del processo.
Nel farsi avanti queste "fan" accettano anche la spiegazione data dall'uomo di aver tenuto segregata la figlia Elisabeth in uno scantinato per 24 anni per impedirle di smarrirsi e per tenerla al sicuro dai pericoli della droga e dell'alcolismo.
Le mittenti delle lettere, pronte ad aprire il proprio cuore a quella che il "Sun" definisce una "bestia depravata", credono anche che l'uomo, che ha avuto sette figli-nipoti da rapporti incestuosi con la figlia Elisabeth, volesse insegnarle ad apprezzare "le gioie della maternità".
Fritzl ha ricevuto tuttavia anche una montagna di lettere di insulti. Venerdì è attesa l'udienza di convalida del fermo nella quale è praticamente certo che sarà rispedito in cella in attesa del processo.
Gb, ecco la regina delle siliconate
Ora anche le "siliconate" hanno una star da record. Dopo aver subito diverse operazioni, Maxi Mounds, nome d'arte ispirato proprio dal suo generosissimo décolleté, è infatti la donna con il più grande seno "rifatto" al mondo. Inserita nell'edizione 2008 del libro dei Guiness dei primati, Mr. Mounds vanta curve mozzafiato. Ogni sua protesi pesa circa nove chili e la circonferenza del suo busto supera gli 80 cm.
"Ho contattato i responsabili del Guinness dei primati e ho chiesto loro se esisteva una categoria per le protesi - ha spiegato la supermaggiorata - Non c'era, e così ho deciso di essere la prima detentrice del record". Ex lap dancer, prima di diventare "Maxi Mounds", la regina delle siliconate si è sottoposta a diversi interventi di chirurgia estetica al seno. Inizialmente aveva aumentato il suo décolleté di qualche taglia, poi aveva cambiato più volte protesi, utilizzando anche tecniche ora vietate e particolarmente invasive.
Per arrivare all'attuale taglia, la 36MMM, Miss Mounds ci ha impiegato diversi anni, ma non ha alcun rimorso per la sua singolare storia al silicone. Al momento è single, ma non passa certo inosservata. "E' molto difficile trovare la persona giusta per una donna come me - ha spiegato - Quando esco le reazioni della gente sono molto strane e serve un uomo speciale in queste occasioni".
"Ho contattato i responsabili del Guinness dei primati e ho chiesto loro se esisteva una categoria per le protesi - ha spiegato la supermaggiorata - Non c'era, e così ho deciso di essere la prima detentrice del record". Ex lap dancer, prima di diventare "Maxi Mounds", la regina delle siliconate si è sottoposta a diversi interventi di chirurgia estetica al seno. Inizialmente aveva aumentato il suo décolleté di qualche taglia, poi aveva cambiato più volte protesi, utilizzando anche tecniche ora vietate e particolarmente invasive.
Per arrivare all'attuale taglia, la 36MMM, Miss Mounds ci ha impiegato diversi anni, ma non ha alcun rimorso per la sua singolare storia al silicone. Al momento è single, ma non passa certo inosservata. "E' molto difficile trovare la persona giusta per una donna come me - ha spiegato - Quando esco le reazioni della gente sono molto strane e serve un uomo speciale in queste occasioni".
mercoledì 4 giugno 2008
Un «D'Oh» da 400.000 dollari
LOS ANGELES - Non è una rockstar, una stella di Hollywood e nemmeno il vincitore di qualche reality: Dan Castellaneta è la voce di Homer Simpson. Il suo caratteristico timbro da oltre vent'anni contrassegna il personaggio nella versione originale. Quello dela famiglia «gialla» più irriverente d'America, oltre ad essere lo show più longevo della storia della tv, è anche tra i più costosi. Una pioggia di soldi arriverà infatti nelle tasche dei doppiatori.
400 MILA DOLLARI - Lo sciopero dei doppiatori aveva bloccato la produzione della ventesima stagione del cartone animato. Dopo un braccio di ferro tra il cast e la 20th Century Fox TV è stato raggiunto in questi giorni un accordo per i prossimi quattro anni: ogni membro che presta la voce ai Simpson avrà un ingaggio di 400.000 dollari a puntata. Come scrive Variety i doppiatori avevano chiesto ai produttori mezzo milione di dollari (circa 310.000 euro), ovvero un aumento di 200.000 dollari, si sono invece accordati su 256.000 euro. I nuovi accordi hanno riguardato Dan Castellaneta (la voce di Homer), Julie Kavner (Marge), Nancy Cartwright (l'attrice che fa parlare Bart), Hank Azaria (la voce di Moe), Harrey Shearer (il signor Burns) e Yeardley Smith (Lisa). La 20esima stagione, tuttavia, verrà accorciata da 22 a 20 puntate.
DISPUTE - Non è la prima volta che Bart e Homer hanno rischiato di restare muti. Già nel 2004 gli attori americani che doppiano i personaggi entrarono in sciopero per una disputa salariale sul rinnovo dei loro contratti triennali; nel 1998 ci fu poi una protesta dello staff del programma, quando gli attori guadagnavano "appena" 30.000 dollari a puntata.
400 MILA DOLLARI - Lo sciopero dei doppiatori aveva bloccato la produzione della ventesima stagione del cartone animato. Dopo un braccio di ferro tra il cast e la 20th Century Fox TV è stato raggiunto in questi giorni un accordo per i prossimi quattro anni: ogni membro che presta la voce ai Simpson avrà un ingaggio di 400.000 dollari a puntata. Come scrive Variety i doppiatori avevano chiesto ai produttori mezzo milione di dollari (circa 310.000 euro), ovvero un aumento di 200.000 dollari, si sono invece accordati su 256.000 euro. I nuovi accordi hanno riguardato Dan Castellaneta (la voce di Homer), Julie Kavner (Marge), Nancy Cartwright (l'attrice che fa parlare Bart), Hank Azaria (la voce di Moe), Harrey Shearer (il signor Burns) e Yeardley Smith (Lisa). La 20esima stagione, tuttavia, verrà accorciata da 22 a 20 puntate.
DISPUTE - Non è la prima volta che Bart e Homer hanno rischiato di restare muti. Già nel 2004 gli attori americani che doppiano i personaggi entrarono in sciopero per una disputa salariale sul rinnovo dei loro contratti triennali; nel 1998 ci fu poi una protesta dello staff del programma, quando gli attori guadagnavano "appena" 30.000 dollari a puntata.
Diventò donna: ora risposa l'ex moglie
LONDRA - È una favola d’amore dei tempi moderni e, come ogni fiaba che si rispetti, conserva il classico lieto fine. Protagonista di questa storia è l'ottantunenne Jan Morris, un tempo James Humphrey Morris, oggi una delle più celebri scrittrici inglesi. A distanza di 60 anni l’ex giornalista ha deciso di risposare Elizabeth Tuckniss, la donna che portò all'altare quando era ancora un uomo.
CINQUE FIGLI - La notizia della loro nuova unione è stata data ai microfoni della Bbc durante la trasmissione radiofonica “Bookclub” dalla stessa Morris che stava presentando il suo ultimo libro di viaggi intitolato “Venice”. Nel 1949, quando era solo un promettente giornalista James Morris sposò Elizabeth e da lei nel corso degli anni ebbe 5 figli. Tuttavia nel 1972 dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico per cambiare sesso in Marocco, James decise di divorziare dalla moglie e divenne per tutti la scrittrice Jan Morris. Adesso grazie alla legge britannica che permette le unioni civili tra persone dello stesso sesso Jan ha ufficialmente rigiurato eterno amore all’ex moglie e promette di rimanere assieme a lei fino alla morte
SEMPRE ASSIEME - In realtà i due coniugi, nonostante il divorzio, hanno continuato a vivere assieme nella loro casa di Llanystumdwy, nel Nord del Galles. Secondo quanto ha dichiarato la Morris, la cerimonia di unione civile tra i due ex sposi è stata celebrata lo scorso mese al comune di Pwllheli. Una coppia di amici avrebbe partecipato alla funzione in veste di testimoni e dopo la cerimonia si sarebbero trasferiti nella loro casa per gustare una tazza di tè. La scrittrice ha raccontato a Bbc radio: «Non l'ho ancora detto a nessuno. Ho vissuto con la stessa persona per 58 anni. Noi ci siamo sposati quando io ero giovane e lei al tempo prese il nome della mia famiglia. Poi ci fu la storia del cambiamento di sesso e fummo costretti a divorziare. Ma abbiamo vissuto sempre insieme. Così ho deciso di riunirmi a lei perché volevo chiudere le cose in bellezza».
VITA PASSATA - Nella sua precedente vita da uomo la Morris ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale ed è stato un famoso redattore del quotidiano inglese The Times. Proprio per il giornale londinese seguì nel lontano 1953 la spedizione degli scalatori britannici che per primi riuscirono a raggiungere la vetta del Monte Everest. Nell’ultimo trentennio Morris è stato autore di numerosi libri di viaggio, di importanti opere storiche sull’impero inglese, ma la vera fama internazionale l’ha ottenuta nel 1974 quando presentò alle stampe il libro «Conundrum» (pubblicato in Italia col titolo di “Enigma”), un'autobiografia nella quale raccontava la sua vita e la consapevolezza di essere intrappolata in un corpo sbagliato. Anche per l’ex moglie e nuova compagna Elizabeth in questi anni il rapporto con la scrittrice non è cambiato: «Siamo tornate assieme ufficialmente - ha commentato la donna all’Evening Standard -. Dopo che Jan decise il cambiamento sessuale noi divorziammo. Ma ciò non ebbe alcun significato per me. Abbiamo avuto sempre la nostra famiglia. Continuiamo ad andare avanti assieme». A chi gli chiedeva del loro futuro le due compagne hanno ammesso di voler essere seppellite assieme e che sarebbero felici se sulla loro tomba fosse scritto in inglese e in gallese: «Qui riposano due amiche alla fine della loro comune vita».
CINQUE FIGLI - La notizia della loro nuova unione è stata data ai microfoni della Bbc durante la trasmissione radiofonica “Bookclub” dalla stessa Morris che stava presentando il suo ultimo libro di viaggi intitolato “Venice”. Nel 1949, quando era solo un promettente giornalista James Morris sposò Elizabeth e da lei nel corso degli anni ebbe 5 figli. Tuttavia nel 1972 dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico per cambiare sesso in Marocco, James decise di divorziare dalla moglie e divenne per tutti la scrittrice Jan Morris. Adesso grazie alla legge britannica che permette le unioni civili tra persone dello stesso sesso Jan ha ufficialmente rigiurato eterno amore all’ex moglie e promette di rimanere assieme a lei fino alla morte
SEMPRE ASSIEME - In realtà i due coniugi, nonostante il divorzio, hanno continuato a vivere assieme nella loro casa di Llanystumdwy, nel Nord del Galles. Secondo quanto ha dichiarato la Morris, la cerimonia di unione civile tra i due ex sposi è stata celebrata lo scorso mese al comune di Pwllheli. Una coppia di amici avrebbe partecipato alla funzione in veste di testimoni e dopo la cerimonia si sarebbero trasferiti nella loro casa per gustare una tazza di tè. La scrittrice ha raccontato a Bbc radio: «Non l'ho ancora detto a nessuno. Ho vissuto con la stessa persona per 58 anni. Noi ci siamo sposati quando io ero giovane e lei al tempo prese il nome della mia famiglia. Poi ci fu la storia del cambiamento di sesso e fummo costretti a divorziare. Ma abbiamo vissuto sempre insieme. Così ho deciso di riunirmi a lei perché volevo chiudere le cose in bellezza».
VITA PASSATA - Nella sua precedente vita da uomo la Morris ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale ed è stato un famoso redattore del quotidiano inglese The Times. Proprio per il giornale londinese seguì nel lontano 1953 la spedizione degli scalatori britannici che per primi riuscirono a raggiungere la vetta del Monte Everest. Nell’ultimo trentennio Morris è stato autore di numerosi libri di viaggio, di importanti opere storiche sull’impero inglese, ma la vera fama internazionale l’ha ottenuta nel 1974 quando presentò alle stampe il libro «Conundrum» (pubblicato in Italia col titolo di “Enigma”), un'autobiografia nella quale raccontava la sua vita e la consapevolezza di essere intrappolata in un corpo sbagliato. Anche per l’ex moglie e nuova compagna Elizabeth in questi anni il rapporto con la scrittrice non è cambiato: «Siamo tornate assieme ufficialmente - ha commentato la donna all’Evening Standard -. Dopo che Jan decise il cambiamento sessuale noi divorziammo. Ma ciò non ebbe alcun significato per me. Abbiamo avuto sempre la nostra famiglia. Continuiamo ad andare avanti assieme». A chi gli chiedeva del loro futuro le due compagne hanno ammesso di voler essere seppellite assieme e che sarebbero felici se sulla loro tomba fosse scritto in inglese e in gallese: «Qui riposano due amiche alla fine della loro comune vita».
California, laurea in marijuana
La produzione e la commercializzazione della cannabis diventa materia di studio negli Usa, dove un'università privata di San Francisco ha istituito un corso di specializzazione, al termine del quale gli studenti son pronti per operare "sul campo". All'Università di Oakland, si impara a coltivare, raccogliere e preparare la marijuana, con l'obiettivo di incoraggiare i laureati ad aprire centri che dispensano cannabis a scopo terapeutico.
L'università, che ricalca la struttura di una scuola analoga ad Amsterdam, ha aperto i battenti a novembre e ha recentemente avviato corsi distaccati anche a Los Angeles: in un corso intensivo, che si tiene nel weekend, gli studenti imparano tutto quel che serve, dalle politiche federali sulla detenzione di marijuana, agli aspetti legali, alla coltura della pianta, alle qualità curative della cannabis.
Inoltre gli viene proposto un gioco di ruolo in cui gli universitari imparano ad agire nel caso in cui fossero fermati dalla polizia nelle loro operazioni di coltura della cannabis. Al termine del corso gli studiosi sostengono un test in cui si accertano le competenze e l'attestato servirà loro per ottenere un lavoro nel campo della distribuzione della marijuana nelle strutture ospedaliere o altrove. Al momento sono 12 gli stati che hanno consentito l'uso medico della marijuana.
"I nostri laureati usano i loro attestati per far lobby in modo diverso sul governo", che sia in California, a Washington Dc o altrove, dice Danielle Schumacher, uno dei responsabili della "Oaksterdam University", come è stata soprannominata da chi la frequenta.
L'università, che ricalca la struttura di una scuola analoga ad Amsterdam, ha aperto i battenti a novembre e ha recentemente avviato corsi distaccati anche a Los Angeles: in un corso intensivo, che si tiene nel weekend, gli studenti imparano tutto quel che serve, dalle politiche federali sulla detenzione di marijuana, agli aspetti legali, alla coltura della pianta, alle qualità curative della cannabis.
Inoltre gli viene proposto un gioco di ruolo in cui gli universitari imparano ad agire nel caso in cui fossero fermati dalla polizia nelle loro operazioni di coltura della cannabis. Al termine del corso gli studiosi sostengono un test in cui si accertano le competenze e l'attestato servirà loro per ottenere un lavoro nel campo della distribuzione della marijuana nelle strutture ospedaliere o altrove. Al momento sono 12 gli stati che hanno consentito l'uso medico della marijuana.
"I nostri laureati usano i loro attestati per far lobby in modo diverso sul governo", che sia in California, a Washington Dc o altrove, dice Danielle Schumacher, uno dei responsabili della "Oaksterdam University", come è stata soprannominata da chi la frequenta.
martedì 3 giugno 2008
N. Zelanda: nonni sprint contromano
Due chilometri contromano sull'autostrada più trafficata della Nuova Zelanda. L'impresa è di una coppia di anziani, 100 anni il guidatore e 99 la moglie seduta accanto a lui, che se la sono cavata con tanto spavento e qualche graffio. La polizia ha ricostruito la dinamica dell'errore: i due hanno imboccato l'arteria ad alto scorrimento arrivando da una strada secondaria nei pressi della capitale Wellington.
L'anziana coppia di neozelandesi è riuscita miracolosamente a schivare le auto che sopraggiungevano durante il loro tragitto contromano. Tutte tranne una: quella che con una collisione ha fermato la corsa dei due distratti vecchietti.
L'anziana coppia di neozelandesi è riuscita miracolosamente a schivare le auto che sopraggiungevano durante il loro tragitto contromano. Tutte tranne una: quella che con una collisione ha fermato la corsa dei due distratti vecchietti.
Sesso nel confessionale, il vescovo dispone una messa riparatrice
MILANO — I carabinieri del Comando di Compagnia di Cesena pensavano ad uno scherzo quando, domenica mattina poco dopo le 7, hanno ricevuto una telefonata proveniente dal vicino Duomo della città romagnola: «Sto seguendo la funzione mattutina e da uno dei confessionali della cattedrale provengono gemiti e rumori sospetti», diceva una voce alquanto agitata.
Non era uno scherzo. All'interno del confessionale i militari hanno infatti sorpreso E.B., 32 anni di professione educatrice, e G.S., 31 anni operaio, entrambi incensurati. I due erano impegnati in un appassionato rapporto orale. Nonostante l'intervento dei carabinieri, la messa è stata interrotta solo per pochi istanti e poi portata a termine come se nulla fosse successo. E chi sedeva nelle prime file non si è accorto di nulla. Nei confronti della coppia, immediatamente condotta in caserma, sono scattate tre denunce: atti osceni in luogo pubblico, turbamento di funzione religiosa e atti contrari alla pubblica decenza. «Siamo atei e per noi fare sesso in chiesa è come farlo in qualsiasi altro posto», si sono giustificati E.B. e G.S. con i carabinieri.
Al Corriere di Romagna la donna, cultrice di moda e musica dark, ha anche dichiarato che «prima di domenica, nella mia vita ero entrata in chiesa solo un'altra volta». La gente chiacchiera e la vicenda è diventata l'argomento di questi giorni nei bar di Cesena dove è immediatamente partita la caccia per individuare i due protagonisti. Che, per ora, hanno deciso di rimanere chiusi nelle rispettive abitazioni senza aggiungere altro sul perché di quei pruriti sessuali sfogati in confessionale e di primo mattino. Monsignor Antonio Lanfranchi, vescovo della città, si dice «molto amareggiato» per quanto accaduto ed è immediatamente corso ai ripari. Venerdì prossimo, alle 21, verrà celebrata una messa per riparare all'offesa ricevuta. «Siamo rimasti spiazzati, non era mai successo prima. Così abbiamo consultato un esperto di diritto canonico e tra i canoni c'è la possibilità di indire una funzione riparatrice se l'offesa è particolarmente grave», dicono dalla diocesi cesenate. Il vescovo invita «tutti i fedeli ad intervenire per pregare e riparare all'affronto subito. Si tratta di un atto che offende la nostra comunità cristiana e che denota totale mancanza di rispetto verso le persone». Nessun giudizio da parte di monsignor Lanfranchi nei confronti della coppia: «Non giudichiamo le persone, ma quello che hanno compiuto». Se ne parlerà venerdì durante la messa riparatrice.
Non era uno scherzo. All'interno del confessionale i militari hanno infatti sorpreso E.B., 32 anni di professione educatrice, e G.S., 31 anni operaio, entrambi incensurati. I due erano impegnati in un appassionato rapporto orale. Nonostante l'intervento dei carabinieri, la messa è stata interrotta solo per pochi istanti e poi portata a termine come se nulla fosse successo. E chi sedeva nelle prime file non si è accorto di nulla. Nei confronti della coppia, immediatamente condotta in caserma, sono scattate tre denunce: atti osceni in luogo pubblico, turbamento di funzione religiosa e atti contrari alla pubblica decenza. «Siamo atei e per noi fare sesso in chiesa è come farlo in qualsiasi altro posto», si sono giustificati E.B. e G.S. con i carabinieri.
Al Corriere di Romagna la donna, cultrice di moda e musica dark, ha anche dichiarato che «prima di domenica, nella mia vita ero entrata in chiesa solo un'altra volta». La gente chiacchiera e la vicenda è diventata l'argomento di questi giorni nei bar di Cesena dove è immediatamente partita la caccia per individuare i due protagonisti. Che, per ora, hanno deciso di rimanere chiusi nelle rispettive abitazioni senza aggiungere altro sul perché di quei pruriti sessuali sfogati in confessionale e di primo mattino. Monsignor Antonio Lanfranchi, vescovo della città, si dice «molto amareggiato» per quanto accaduto ed è immediatamente corso ai ripari. Venerdì prossimo, alle 21, verrà celebrata una messa per riparare all'offesa ricevuta. «Siamo rimasti spiazzati, non era mai successo prima. Così abbiamo consultato un esperto di diritto canonico e tra i canoni c'è la possibilità di indire una funzione riparatrice se l'offesa è particolarmente grave», dicono dalla diocesi cesenate. Il vescovo invita «tutti i fedeli ad intervenire per pregare e riparare all'affronto subito. Si tratta di un atto che offende la nostra comunità cristiana e che denota totale mancanza di rispetto verso le persone». Nessun giudizio da parte di monsignor Lanfranchi nei confronti della coppia: «Non giudichiamo le persone, ma quello che hanno compiuto». Se ne parlerà venerdì durante la messa riparatrice.
Usa: l'inventore delle Pringles sepolto nel barattolo da lui inventato
SPRINGFIELD (USA) - Le popolari patatine "Pringles" sono conosciute in tutto il mondo soprattutto per il loro caratteristico metodo di impacchettamento in contenitori cilindrici. La geniale invenzione risale al 1966 ed è stata ideata da un certo Fredric J. Baur. Naturalmente il ricercatore di Cincinnati negli Stati Uniti ne andava particolarmente fiero. Tanto che il suo desiderio più forte era proprio quello di essere unito per sempre, una volta morto, con l'invenzione.
LE CENERI NEL CILINDRO DELLE PRINGLES - La sua ultima volontà è stata ora rispettata dai figli: le sue ceneri sono state tumulate in una confezione delle celebri chips. La curiosa notizia è stata riportata dal Cincinnati Enquirer. Fredric Baur è morto recentemente all'età di 89 anni. In vita non ha goduto di grande popolarità. Solamente ora è balzato alla ribalta delle cronache per la particolare sepoltura. Le sue ceneri, contenute in un comune barattolo «Pringles», sono state infatti interrate pochi giorni fa al cimitero Arlington Memorial Gardens di Springfield Township nell'Ohio. Il chimico e tecnico d'imballaggio aveva brevettato il contenitore delle «Pringles» nel 1970. Ha lavorato per la Procter & Gamble fino al 1980, prima andare in pensione. Una parte delle sue ceneri è stata tumulata in una seconda urna, custodita da una delle sue nipoti.
LE CENERI NEL CILINDRO DELLE PRINGLES - La sua ultima volontà è stata ora rispettata dai figli: le sue ceneri sono state tumulate in una confezione delle celebri chips. La curiosa notizia è stata riportata dal Cincinnati Enquirer. Fredric Baur è morto recentemente all'età di 89 anni. In vita non ha goduto di grande popolarità. Solamente ora è balzato alla ribalta delle cronache per la particolare sepoltura. Le sue ceneri, contenute in un comune barattolo «Pringles», sono state infatti interrate pochi giorni fa al cimitero Arlington Memorial Gardens di Springfield Township nell'Ohio. Il chimico e tecnico d'imballaggio aveva brevettato il contenitore delle «Pringles» nel 1970. Ha lavorato per la Procter & Gamble fino al 1980, prima andare in pensione. Una parte delle sue ceneri è stata tumulata in una seconda urna, custodita da una delle sue nipoti.
Non sa il Corano, il maestro lo uccide
ISLAMABAD (Pakistan) - Un bambino cieco di 7 anni, Mohammad Atif, è morto lunedì in una madrassa pachistana. La sua colpa: non aver imparato a memoria alcuni versetti del Corano.
Il papà, un bracciante nel paese di Vehari, zona di campi di cotone nella provincia orientale pachistana del Punjab, lo aveva iscritto 8 mesi fa in una madrassa, una scuola religiosa. Ma il maestro, Maulvi Ziauddin, ha scoperto che Mohammed non aveva memorizzato alcuni passi del Corano. Mercoledì scorso, per punirlo lo ha appeso a testa in giù al ventilatore del soffitto. Una volta liberato, Mohammad piangeva e allora il maestro lo ha picchiato con un bastone per farlo tacere. Il giorno dopo, il bambino è stato trovato morto nella stanza di Ziauddin, che si era dileguato.
Gli altri studenti e la famiglia hanno raccontato la storia alla stampa. Il cugino della vittima, Mohammad Amir, ha detto che, dopo essere stato slegato, il bambino «era isterico e gridava. Il maestro lo ha picchiato col suo bastone e Atif si è zittito. Poi lo ha fatto distendere in un'altra stanza e ha messo un lucchetto alla porta. Giovedì sera, mi ha dato la chiave del lucchetto e se n'è andato. Quando ho aperto la porta, ho trovato Atif morto». La causa: violenze fisiche e soffocamento secondo l'autopsia. Il bambino, cieco dalla nascita, era già stato picchiato dal maestro con un bastone di ferro. Ma i genitori lo avevano curato e poi rimandato a scuola, nella speranza che diventasse un mullah un giorno.
Ziauddin, catturato giovedì sera dalla polizia, ha confessato di aver picchiato il bambino e di averlo legato e tenuto appeso per mezz'ora. Aveva punito altri ragazzi in passato, ha aggiunto. A suo dire, Mohammad era troppo fragile. Il premier Yusuf Raza Gilani ha ordinato un'inchiesta e il maestro sarà processato per omicidio. Ma agli occhi di alcuni pachistani, attenti osservatori della società, la morte del bambino non è una sorpresa. «Le punizioni fisiche sono sistematiche nelle scuole religiose», dice al telefono da Karachi Abdul Waheed Khan, fondatore della «Bright Educational Society», istituto che si occupa di formazione degli insegnanti, che ha convinto 350 madrasse a insegnare anche materie come scienze e inglese oltre al Corano. «È un problema presente anche nelle scuole statali, ma in misura assai minore», aggiunge. Nel 1990, Khan ha lavorato in una madrassa per un anno per capire come funzionano. «Che vita è questa per i bambini? — disse dopo l'esperienza — Non potevano giocare. Ho visto abusi sessuali e stupri. Apprendevano da insegnanti senza alcuna preparazione».
Secondo stime ufficiali le madrasse in Pakistan sono 13.000 e contano 2 milioni di studenti. Accusate d'essere il punto di contatto tra la popolazione e i gruppi islamici estremisti, sono però anche una risposta alla carenza di scuole pubbliche, soprattutto nelle campagne. Gratuite, offrono alloggio ai bambini poveri. Nel 2002 il governo lanciò un programma per modernizzarle, includere altre materie oltre alla religione, stabilire standard educativi. Ma è stato sospeso. «Ci sono stati due o tre casi di violenze nelle madrasse negli ultimi mesi, in uno dei quali si trattava di abusi sessuali», dice Munizeh Zuberi, giornalista di Dawn, quotidiano pachistano in inglese. «Le madrasse non sono regolate in alcun modo dallo Stato — aggiunge —. Gli insegnanti, a parte il Corano, non hanno alcuna preparazione. Pensano che le punizioni fisiche siano normali perché anche loro sono stati educati così». Khan però afferma che gli abusi sui bambini in Pakistan sono un problema sociale diffuso anche al di fuori delle madrasse. Un rapporto dell'associazione «Lawyers for Human Rights and Legal Aid» osserva che sono stati denunciati 1.595 casi di violenze su minori nel 2007 e punta il dito contro le autorità, che non fanno applicare le leggi, e la mancanza di una cultura sui diritti dei bambini. «Quei casi sono solo la punta dell'iceberg — ha osservato il direttore Zia Awan —. L'80% non vengono denunciati».
Il papà, un bracciante nel paese di Vehari, zona di campi di cotone nella provincia orientale pachistana del Punjab, lo aveva iscritto 8 mesi fa in una madrassa, una scuola religiosa. Ma il maestro, Maulvi Ziauddin, ha scoperto che Mohammed non aveva memorizzato alcuni passi del Corano. Mercoledì scorso, per punirlo lo ha appeso a testa in giù al ventilatore del soffitto. Una volta liberato, Mohammad piangeva e allora il maestro lo ha picchiato con un bastone per farlo tacere. Il giorno dopo, il bambino è stato trovato morto nella stanza di Ziauddin, che si era dileguato.
Gli altri studenti e la famiglia hanno raccontato la storia alla stampa. Il cugino della vittima, Mohammad Amir, ha detto che, dopo essere stato slegato, il bambino «era isterico e gridava. Il maestro lo ha picchiato col suo bastone e Atif si è zittito. Poi lo ha fatto distendere in un'altra stanza e ha messo un lucchetto alla porta. Giovedì sera, mi ha dato la chiave del lucchetto e se n'è andato. Quando ho aperto la porta, ho trovato Atif morto». La causa: violenze fisiche e soffocamento secondo l'autopsia. Il bambino, cieco dalla nascita, era già stato picchiato dal maestro con un bastone di ferro. Ma i genitori lo avevano curato e poi rimandato a scuola, nella speranza che diventasse un mullah un giorno.
Ziauddin, catturato giovedì sera dalla polizia, ha confessato di aver picchiato il bambino e di averlo legato e tenuto appeso per mezz'ora. Aveva punito altri ragazzi in passato, ha aggiunto. A suo dire, Mohammad era troppo fragile. Il premier Yusuf Raza Gilani ha ordinato un'inchiesta e il maestro sarà processato per omicidio. Ma agli occhi di alcuni pachistani, attenti osservatori della società, la morte del bambino non è una sorpresa. «Le punizioni fisiche sono sistematiche nelle scuole religiose», dice al telefono da Karachi Abdul Waheed Khan, fondatore della «Bright Educational Society», istituto che si occupa di formazione degli insegnanti, che ha convinto 350 madrasse a insegnare anche materie come scienze e inglese oltre al Corano. «È un problema presente anche nelle scuole statali, ma in misura assai minore», aggiunge. Nel 1990, Khan ha lavorato in una madrassa per un anno per capire come funzionano. «Che vita è questa per i bambini? — disse dopo l'esperienza — Non potevano giocare. Ho visto abusi sessuali e stupri. Apprendevano da insegnanti senza alcuna preparazione».
Secondo stime ufficiali le madrasse in Pakistan sono 13.000 e contano 2 milioni di studenti. Accusate d'essere il punto di contatto tra la popolazione e i gruppi islamici estremisti, sono però anche una risposta alla carenza di scuole pubbliche, soprattutto nelle campagne. Gratuite, offrono alloggio ai bambini poveri. Nel 2002 il governo lanciò un programma per modernizzarle, includere altre materie oltre alla religione, stabilire standard educativi. Ma è stato sospeso. «Ci sono stati due o tre casi di violenze nelle madrasse negli ultimi mesi, in uno dei quali si trattava di abusi sessuali», dice Munizeh Zuberi, giornalista di Dawn, quotidiano pachistano in inglese. «Le madrasse non sono regolate in alcun modo dallo Stato — aggiunge —. Gli insegnanti, a parte il Corano, non hanno alcuna preparazione. Pensano che le punizioni fisiche siano normali perché anche loro sono stati educati così». Khan però afferma che gli abusi sui bambini in Pakistan sono un problema sociale diffuso anche al di fuori delle madrasse. Un rapporto dell'associazione «Lawyers for Human Rights and Legal Aid» osserva che sono stati denunciati 1.595 casi di violenze su minori nel 2007 e punta il dito contro le autorità, che non fanno applicare le leggi, e la mancanza di una cultura sui diritti dei bambini. «Quei casi sono solo la punta dell'iceberg — ha osservato il direttore Zia Awan —. L'80% non vengono denunciati».
domenica 1 giugno 2008
Arriva in ospedale a Caorle con una vipera attaccata al braccio
VENEZIA - E' arrivato al in ospedale con una vipera ancora attaccata al braccio che aveva morsicato poco prima. Un veneziano di 67 anni, in vacanza a Caorle (Venezia), ha fatto ricorso alle cure del pronto soccorso della località balneare dopo essere stato morso dal serpente. L'uomo si è recato dai medici con il rettile ancora attaccato al braccio ed ha raccontato di essere stato morso mentre apriva la bicicletta.
PIU' FACILE INDIVIDUARE IL SIERO GIUSTO - La possibilità di constatare direttamente il tipo di rettile autore del morso ha permesso di trovare subito il siero adatto e l'uomo è stato trattenuto solo in osservazione dopo essere stato trasportato all'ospedale di Porto Gruaro.
PIU' FACILE INDIVIDUARE IL SIERO GIUSTO - La possibilità di constatare direttamente il tipo di rettile autore del morso ha permesso di trovare subito il siero adatto e l'uomo è stato trattenuto solo in osservazione dopo essere stato trasportato all'ospedale di Porto Gruaro.
«Il telefono, mio marito e ho ricordato dov’era Maria»
MERATE (Lecco) — La piccola Maria Campana non è morta solo per una circostanza sfortunata, ma per almeno tre che si sono tragicamente intrecciate: prima la mamma l’ha dimenticata nell’abitacolo dell’auto anziché portarla alla baby sitter; poi il telefono della donna «silenzioso » per l’intera mattinata così che sono rimaste senza risposta le chiamate di avvertimento della bambinaia e del marito; e infine alcuni studenti del liceo scientifico «Agnesi» hanno notato la bimba sul seggiolino dell’auto ma hanno pensato che dormisse e non hanno lanciato l’allarme. «Ho dimenticato la mia piccola, è un rimorso che mi porterò per tutta la vita, sono distrutta » ha confidato ieri mattina Simona Verzelletti, 39 anni, a don Paolo Bizzarri, il parroco che è andato a farle visita.
«Ho dimenticato la mia bimba in macchina» ripete l’insegnante di scienze a tutti, quasi avesse il timore di non essere creduta. E invece più passano le ore e più la versione della tragica dimenticanza acquista solidità. «Non ci sono contraddizioni nel suo racconto» confermano i carabinieri di Merate che hanno interrogato la donna, indagata per omicidio colposo. «Sul corpo di Maria non ci sono segni di violenza né di soffocamento» afferma Giovanni Buonocore, primo medico dell’ospedale di Merate ad aver soccorso la bimba e che per un’ora e un quarto, a partire dalle 13.30, ha tentato di rianimarla. «Quando una bimba di due anni — aggiunge il dottore — rimane così a lungo esposta a calore elevato e all’umidità, le cellule smettono di funzionare: il cervello non manda più impulsi, il cuore non si contrae più».
La morte, insomma, potrebbe essere giunta per un colpo di calore. Isabella Rossi, insegnante al liceo «Agnesi» stava invece chiacchierando in sala professori con Simona: «Mi stava raccontando della piccola Maria; di quanto fosse felice della sua nascita e di quanto la piccola stesse crescendo bene. Venerdì mattina ha fatto due ore di lezione in laboratorio poi è andata in sala professori a lavorare al computer. A un certo punto la bidella l’ha chiamata: c’è suo marito al telefono. Poi Simona è corsa via». «Quando ho sentito la voce di mio marito al telefono mi sono resa conto di quel che avevo fatto —dirà più tardi Simona ai carabinieri — e sono corsa via lasciando a scuola tutte le mie cose». La piccola Maria era ormai immobile, dopo cinque ore trascorse chiusa nell’auto. Venerdì a Merate il tempo era molto instabile e quasi tropicale: bastava un’occhiata di sole per far salire la temperatura all’interno di una vettura sopra i trenta gradi; in più l’umidità era altissima. Simona Verzelletti non si è diretta subito in ospedale ma è passata prima da casa, a Robbiate dove c’era il marito.
«Ho dimenticato la mia bimba in macchina» ripete l’insegnante di scienze a tutti, quasi avesse il timore di non essere creduta. E invece più passano le ore e più la versione della tragica dimenticanza acquista solidità. «Non ci sono contraddizioni nel suo racconto» confermano i carabinieri di Merate che hanno interrogato la donna, indagata per omicidio colposo. «Sul corpo di Maria non ci sono segni di violenza né di soffocamento» afferma Giovanni Buonocore, primo medico dell’ospedale di Merate ad aver soccorso la bimba e che per un’ora e un quarto, a partire dalle 13.30, ha tentato di rianimarla. «Quando una bimba di due anni — aggiunge il dottore — rimane così a lungo esposta a calore elevato e all’umidità, le cellule smettono di funzionare: il cervello non manda più impulsi, il cuore non si contrae più».
La morte, insomma, potrebbe essere giunta per un colpo di calore. Isabella Rossi, insegnante al liceo «Agnesi» stava invece chiacchierando in sala professori con Simona: «Mi stava raccontando della piccola Maria; di quanto fosse felice della sua nascita e di quanto la piccola stesse crescendo bene. Venerdì mattina ha fatto due ore di lezione in laboratorio poi è andata in sala professori a lavorare al computer. A un certo punto la bidella l’ha chiamata: c’è suo marito al telefono. Poi Simona è corsa via». «Quando ho sentito la voce di mio marito al telefono mi sono resa conto di quel che avevo fatto —dirà più tardi Simona ai carabinieri — e sono corsa via lasciando a scuola tutte le mie cose». La piccola Maria era ormai immobile, dopo cinque ore trascorse chiusa nell’auto. Venerdì a Merate il tempo era molto instabile e quasi tropicale: bastava un’occhiata di sole per far salire la temperatura all’interno di una vettura sopra i trenta gradi; in più l’umidità era altissima. Simona Verzelletti non si è diretta subito in ospedale ma è passata prima da casa, a Robbiate dove c’era il marito.
sabato 31 maggio 2008
Nascosta, svuota frigo proprietario
Un 57enne giapponese, insospettito da un frigorifero che si svuotava misteriosamente durante la notte o le sue assenze da casa, ha installato un sistema di video sorveglianza nel suo appartamento di Fukuoka, per scoprire che una sconosciuta viveva da tempo nel soppalco del suo armadio. Quando l'uomo non c'era, l' "inquilina" usciva alla ricerca di cibo. Al momento dell'arresto, ha dichiarato di non avere "altro posto dove vivere".
La donna, una 58enne disoccupata, è stata ripresa dal dispositivo anti-ladro, collegato al cellulare del proprietario dell'appartamento. Stando alle prima ricostruzioni, viveva da circa un anno nel soppalco di un armadio, uno spazio molto angusto dove si può a mala pena stare sdraiati, nel quale aveva sistemato un materasso e alcune bottiglie d'acqua.
La donna, una 58enne disoccupata, è stata ripresa dal dispositivo anti-ladro, collegato al cellulare del proprietario dell'appartamento. Stando alle prima ricostruzioni, viveva da circa un anno nel soppalco di un armadio, uno spazio molto angusto dove si può a mala pena stare sdraiati, nel quale aveva sistemato un materasso e alcune bottiglie d'acqua.
Consegna atto di divorzio, ucciso
Tragedia della follia a Loveland, in Colorado, negli Usa. Un uomo, Stephen D. Allen, ha ucciso a colpi di mazza da baseball il funzionario che era andato a consegnargli i documenti del divorzio chiesto dalla moglie. Poco dopo l'omicidio, Allen ha seminato il terrore in casa, soffocando i suoi due bambini fino a farli svenire e aggredendo la moglie. A lanciare l'allarme, pur ferita, è stata la donna. L'assassino è stato arrestato.
L'uomo dovrà ora rispondere delle accuse di omicidio, tentato omicidio e aggressione ai danni di minori.
L'uomo dovrà ora rispondere delle accuse di omicidio, tentato omicidio e aggressione ai danni di minori.
venerdì 30 maggio 2008
Australia, "è nata la prima bimba cresciuta nelle ovaie"
Gravidanza fuori dal comune in Australia, a Darwin. Ha passato nove mesi nel grembo materno, come tutti i neonati del mondo. Ma questa bambina li ha trascorsi nell'ovaia destra piuttosto che nell'utero della sua mamma. "Non si era mai sentito prima", dice il dottor Andrew Miller, l'ostetrico che ha seguito la gravidanza, che però assicura: "La piccola sta bene e non presenta alcuna anomalia"
"Niente aiuti, mangiate le rane"
Non solo i danni e la devastazione del ciclone Nargis: ora le popolazioni del Myanmar devono subire anche le infamanti provocazioni della giunta militare ex birmana. I militari hanno detto di non aver bisogno degli aiuti internazionali perché chi è scampato può fare a meno delle "barrette di cioccolato" e nutrirsi di rane e pesce. "I soccorritori internazionali non devono approfittarne per ficcare il naso nelle case".
L'organo ufficiale della giunta, il quotidiano 'Nuova luce di Myanmar', ha avvertito la popolazione a stare attenta che i soccorritori internazionali "non ficchino il naso nelle case" e hanno criticato i Paesi donatori che hanno vincolato la concessione di aiuti in denaro al pieno accesso alle aree più colpite del Delta. Retorica inutile e propaganda di regime.
L'attacco agli aiuti internazionali è venuto in contemporanea con l'estensione degli arresti domiciliari per la leader del'opposizione, Aung San Suu Kyi, e con il varo della nuova costituzione attraverso il referendum burla che, di fatto, finirà per rendere più forte la presa dela dittatura sulle istituzioni. Nonostante il disprezzo mostrato dai media ufficiali, leagenzie umanitarie sono riuscite in alcuni casi a ottenere i visiti e a garantirsi l'accesso al Delta dove si calcola che le vittime di Nargis siano almeno 133mila.
L'Asean stima che i sopravvissuti - ora disperatamente bisognosi di cibo, acqua e medicine - siano quasi due milioni e mezzo.
L'organo ufficiale della giunta, il quotidiano 'Nuova luce di Myanmar', ha avvertito la popolazione a stare attenta che i soccorritori internazionali "non ficchino il naso nelle case" e hanno criticato i Paesi donatori che hanno vincolato la concessione di aiuti in denaro al pieno accesso alle aree più colpite del Delta. Retorica inutile e propaganda di regime.
L'attacco agli aiuti internazionali è venuto in contemporanea con l'estensione degli arresti domiciliari per la leader del'opposizione, Aung San Suu Kyi, e con il varo della nuova costituzione attraverso il referendum burla che, di fatto, finirà per rendere più forte la presa dela dittatura sulle istituzioni. Nonostante il disprezzo mostrato dai media ufficiali, leagenzie umanitarie sono riuscite in alcuni casi a ottenere i visiti e a garantirsi l'accesso al Delta dove si calcola che le vittime di Nargis siano almeno 133mila.
L'Asean stima che i sopravvissuti - ora disperatamente bisognosi di cibo, acqua e medicine - siano quasi due milioni e mezzo.
Scaglia un istrice contro ragazzino
William Singalargh, un 27enne neozelandese, è stato condannato a pagare una multa di 355 euro per aver aggredito un ragazzo di 15 anni con un'arma appuntita... un istrice. L'inconsueto incidente è avvenuto lo scorso febbraio a Whakatane, nell'isola del nord. La vittima, colpita dall'istrice lanciato da circa 5 metri di distanza, ha riportato diverse ferite da punta ad una gamba. Dopo l'incidente, Singalargh è stato arrestato.
Pur avendo rischiato fino a 5 anni di reclusione, l'uomo se l'è cavata con una condanna per i reati minori di violenza con lesioni e comportamento offensivo. Il tribunale l'ha obbligato a pagare una multa pari a 700 dollari neozelandesi, di cui circa 500 sono andati al giovane vittima dell'aggressione.
Quanto al povero animale, non è chiaro se fosse vivo al momento del lancio. Quando è stato raccolto come prova, l'istrice era morto.
Pur avendo rischiato fino a 5 anni di reclusione, l'uomo se l'è cavata con una condanna per i reati minori di violenza con lesioni e comportamento offensivo. Il tribunale l'ha obbligato a pagare una multa pari a 700 dollari neozelandesi, di cui circa 500 sono andati al giovane vittima dell'aggressione.
Quanto al povero animale, non è chiaro se fosse vivo al momento del lancio. Quando è stato raccolto come prova, l'istrice era morto.
giovedì 29 maggio 2008
Polonia: ragazza 19 anni mette all'asta propria vita su rete
VARSAVIA, 27 MAG - Un ragazza polacca di 19 anni, ha messo all'asta la propria vita su un portale internet. Lo riferisce oggi il quotidiano Dziennik.Il prezzo base per l'acquisto della ragazza -prosegue il giornale- che si presenta come Magdalena Mara, e' di 1 cent americano.La giovane,residente in una piccola localita' dell'est nella regione di Lublino,dichiara di voler seguire l'esempio dell'australiano Ian Usher,il quale alcuni mesi fa per ricominciare da zero aveva messo all'asta su eBay la sua vita.
Usa: mai assente da scuola, premiata con un'auto
WASHINGTON, 29 MAG - Dall'asilo al diploma una ragazza americana non ha perso neanche un giorno di scuola per ottenere il premio promessole dal padre.Si tratta di una macchina sportiva nuova di zecca come regalo per una frequenza scolastica impeccabile. Andria Baker, una ragazza di 19 anni di Constantine (Michigan) non si e' fatta fermare dall'influenza o da altri malanni che avrebbero indotto altri studenti a restare a casa: da quando ha iniziato l'asilo non si e' assentata da scuola neanche un giorno.
Gb: universita' mette al bando tradizionale lancio del tocco
LONDRA, 29 MAG - Basta col lancio del tocco per festeggiare la laurea: un'universita' britannica ha messo al bando la tardizione per motivi di sicurezza. La decisione Anglia Ruskin University e' stata presa in seguito ad un incidente capitato ad uno studente al quale erano stati applicati alcuni punti di sutura sulla testa per chiudere una ferita causata da uno dei tocchi che gli era caduto addosso. Ma e' scoppiata una bufera di polemiche tra gli universitari, secondo i quali la precauzione e' eccessiva.
Contro caro- mutui, lotteria sul web
MADRID, 29 MAG - Non aveva piu' soldi per pagare il mutuo e allora per vendere casa si e' inventato una lotteria da 5 euro a biglietto su internet.Miguel Marina Rodriguez -riferisce la stampa- spera di venderne 64.000, grazie al sito www.elpisodeloscincoeuros.com. Per ora ha trovato compratori per circa 1.800 biglietti. 'Per 5 euro potrai avere una casa di 77 mq e io ritrovero' il sonno perduto -spiega nel sito- Il vincitore avra' una casa senza ipoteca e senza spese aggiuntive, neanche per il notaio'.
Lei non è vergine, matrimonio nullo
Un tribunale di Lille ha annullato un matrimonio tra due francesi musulmani, perchè la moglie aveva mentito al coniuge sulla sua verginità. La donna si era presentata come "celibe e casta", ma una volta celebrate le nozze il marito si è accorto che aveva mentito. Il giorno successivo l'uomo ha chiesto l'annullamento del matrimonio. In tribunale la donna ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali prima delle nozze.
I giudici hanno dato ragione all'uomo, con una sentenza che è stata commentata anche dalla rivista giuridica "Recueil Dalloz". Secondo i giudici, il matrimonio era stato concluso "sulla base di un errore obiettivo" e che questo errore era stato "determinante nel consenso".
I giudici hanno dato ragione all'uomo, con una sentenza che è stata commentata anche dalla rivista giuridica "Recueil Dalloz". Secondo i giudici, il matrimonio era stato concluso "sulla base di un errore obiettivo" e che questo errore era stato "determinante nel consenso".
mercoledì 28 maggio 2008
Black- out, muore in polmone acciaio
NEW YORK, 28 MAG - Una donna vissuta per oltre 50 anni in un polmone d'acciaio e' morta dopo un blackout che ha bloccato la macchina che la teneva in vita. Dianne Odell e' deceduta oggi nella sua casa in Tennessee dove i genitori e familiari l'avevano seguita e curata. Aveva 61 anni ed era rimasta confinata nella macchina per la respirazione artificiale da quando a tre anni era stata colpita dalla poliomielite: era pero' riuscita a ottenere un diploma di liceo, seguire corsi di college e scrivere un libro.
La Winehouse indossa il pannolino
Non finisce mai di stupirci. L'ultima di Amy Winehouse l'ha combinata fuori dalla prigione dove sarebbe dovuta andare a trovare il marito. Ma la cantante è stata pizzicata dai flash appena scesa dall'auto e lo spettacolo è stato veramente trash. La cantante sotto un abitino fiorato ha messo in mostra le sue parti intime, coperte da un pannolone. E' lo stesso Bild a scherzare sul "panno" fotografato tra le gambe di Amy.
Il giornale tedesco titola: “Amy Winehouse porta i pannolini”. In effetti dalle immagini scattate non è ben chiaro cosa si nasconda sotto l’abitino.
Siamo soliti vedere la cantante in deshabillé (quante volte è stata pizzicata in reggiseno e pantaloncini scorazzare sull’uscio di casa), ma questa volta ha fatto decisamente peggio, mettendo in mostra le sue grazie.
La cantante si è infuriata per essere stata beccata con i suoi segreti allo scoperto e se l’è presa con i fotografi spintonandoli prima di risalire sull’auto e ripartire. Niente visita in carcere per la Winehouse, che ha preferito tornare a casa a cambiare… il pannolino.
Il giornale tedesco titola: “Amy Winehouse porta i pannolini”. In effetti dalle immagini scattate non è ben chiaro cosa si nasconda sotto l’abitino.
Siamo soliti vedere la cantante in deshabillé (quante volte è stata pizzicata in reggiseno e pantaloncini scorazzare sull’uscio di casa), ma questa volta ha fatto decisamente peggio, mettendo in mostra le sue grazie.
La cantante si è infuriata per essere stata beccata con i suoi segreti allo scoperto e se l’è presa con i fotografi spintonandoli prima di risalire sull’auto e ripartire. Niente visita in carcere per la Winehouse, che ha preferito tornare a casa a cambiare… il pannolino.
Obama confonde campi sterminio
Ha confuso il tristemente famoso campo nazista di Buchenwald con quello di Auschwitz. E per un candidato presidente alla nomination per la Casa Bianca può essere cosa assai grave. Il senatore nero Barack Obama voleva ricordare un episodio bellico che riguardava uno zio entrato nel campo di Buchenwald per liberarlo con l'esercito Usa ed ha invece citato Auschwitz, che fu invece liberato dai sovietici.
Parlando nella giornata di lunedì in occasione delle cerimonie per il Memorial Day, Obama aveva affermato che uno zio materno era stato tra i primi soldati americani a entrare nel campo di Auschwitz alla fine della Seconda guerra mondiale. I repubblicani hanno diffuso oggi comunicati per contestare l'affermazione, ricordando a Obama che Auschwitz fu liberato dai sovietici, e i blogger conservatori si sono lanciati sull'episodio.
"A meno che suo zio non fosse nell'Armata Rossa - ha affermato in una nota il partito repubblicano - non c'è possibilità che la sua affermazione sia vera. Le frequenti esagerazioni di Obama e le vere e proprie distorsioni sollevano interrogativi sulla sua capacità di giudizio e la sua preparazione a essere comandante in capo". Lo staff di Obama ha diffuso una dichiarazione per riconoscere che si era trattato di un errore. Il senatore si riferiva a Buchenwald, un campo dove nell'aprile 1945 il fratello di sua nonna materna, Charlie Payne, entrò con la 89/a Divisione di fanteria.
Il passo falso rischia di creare imbarazzi a Obama, simili a quelli cui è andata incontro nelle scorse settimane la senatrice Hillary Clinton, quando ha sostenuto di essere stata negli anni Novanta in Bosnia sotto il fuoco dei proiettili: in realtà la sua missione era stata senza rischi e l'ex First Lady era stata costretta a riconoscere di aver "ricordato male".
Parlando nella giornata di lunedì in occasione delle cerimonie per il Memorial Day, Obama aveva affermato che uno zio materno era stato tra i primi soldati americani a entrare nel campo di Auschwitz alla fine della Seconda guerra mondiale. I repubblicani hanno diffuso oggi comunicati per contestare l'affermazione, ricordando a Obama che Auschwitz fu liberato dai sovietici, e i blogger conservatori si sono lanciati sull'episodio.
"A meno che suo zio non fosse nell'Armata Rossa - ha affermato in una nota il partito repubblicano - non c'è possibilità che la sua affermazione sia vera. Le frequenti esagerazioni di Obama e le vere e proprie distorsioni sollevano interrogativi sulla sua capacità di giudizio e la sua preparazione a essere comandante in capo". Lo staff di Obama ha diffuso una dichiarazione per riconoscere che si era trattato di un errore. Il senatore si riferiva a Buchenwald, un campo dove nell'aprile 1945 il fratello di sua nonna materna, Charlie Payne, entrò con la 89/a Divisione di fanteria.
Il passo falso rischia di creare imbarazzi a Obama, simili a quelli cui è andata incontro nelle scorse settimane la senatrice Hillary Clinton, quando ha sostenuto di essere stata negli anni Novanta in Bosnia sotto il fuoco dei proiettili: in realtà la sua missione era stata senza rischi e l'ex First Lady era stata costretta a riconoscere di aver "ricordato male".
Donna velata in aereo caccia vicino
Su un volo Klm da Amsterdam a Istanbul, una donna con il capo coperto dal velo islamico ha chiesto ad una hostess di far spostare il passeggero che le sedeva accanto, sostenendo che avrebbe commesso peccato se fosse rimasta seduta accanto ad un uomo che non era suo familiare. L'uomo si è spostato, ma giunto in Turchia ha denunciato l'accaduto alla stampa, accusando la compagnia di non avere idea di come gestire situazioni simili.
Il passeggero, Lex van Drooge, tra l'altro consigliere comunale di Amsterdam, ha presentato un reclamo alla compagnia e ha immediatamente parlato con i media. Imbarazzata, la Klm ha risposto definendo "inaccettabile" quanto accaduto e ha dichiarato in una nota: "Non è chiaro per quale motivo sia stato fatto spostare dal suo sedile il passeggero e non la passeggera". Un'inchiesta è già stata aperta.
Il passeggero, Lex van Drooge, tra l'altro consigliere comunale di Amsterdam, ha presentato un reclamo alla compagnia e ha immediatamente parlato con i media. Imbarazzata, la Klm ha risposto definendo "inaccettabile" quanto accaduto e ha dichiarato in una nota: "Non è chiaro per quale motivo sia stato fatto spostare dal suo sedile il passeggero e non la passeggera". Un'inchiesta è già stata aperta.
Ecco la luce in bottiglia senza elettricità
La crisi energetica mondiale acuisce l'ingegno degli sperimentatori domestici. Un brasiliano emulo di Edison sostiene di aver trovato il modo di sostituire l'illuminazione casalinga con bottiglie riempite di un liquido luminescente, ognuna delle quali, stando a quanto dichiarato dall'inventore, sarebbe paragonabile a una lampadina da 60 watt. Insomma, senza elettricità né batterie, luce fredda imbottigliata. A sostegno della presunta invenzione, sul sito si può assistere a un breve video che mostra come viene confezionata e quanta luce diffonde l'incredibile fonte di energia luminosa.
BOTTIGLIA USATA E CLORO - Si parte da una comune bottiglia di acqua minerale, riempita in parte di acqua del rubinetto e in parte di Clorox, un detergente-disinfettante che, come dice il nome, è a base di cloro. Subito dopo si espone la bottiglia al Sole e, a questo punto, avverrebbe una reazione fotochimica capace di eccitare la miscela e renderla molto luminescente, al punto da illuminare un locale buio, tanto quanto farebbe una lampadina elettrica di media potenza. Il video si conclude con lo sperimentatore soddisfatto dopo avere appeso al soffitto un certo numero di bottiglie e spento le lampadine elettriche.
VALE LA PENA? - Invenzione creativa o semplice gadget? Che esistano liquidi luminescenti è noto anche ai bambini, i quali possono giocare con collanine e braccialetti di plastica, riempiti di miscele variopinte in grado di brillare nell'oscurità. Quindi è probabile che, in maniera analoga, la miscela acqua-clorox, esposta al sole, si carichi di energia che poi viene restituita gradualmente sotto forma di radiazione luminosa. Tuttavia, ai fini di valutare la praticità dell'invenzione, bisogna valutare quanto tempo può durare l'emissione e soprattutto quanto costa la quantità di liquido clorato necessaria al confezionamento di una bottiglia luminescente; non ultimo i problemi di inquinamento ambientale connessi allo smaltimento della miscela esausta. Sono tutte valutazioni che solo un attrezzato laboratorio chimico può fare. Alla fine si potrebbe scoprire che il gioco non vale, alla lettera, la candela
BOTTIGLIA USATA E CLORO - Si parte da una comune bottiglia di acqua minerale, riempita in parte di acqua del rubinetto e in parte di Clorox, un detergente-disinfettante che, come dice il nome, è a base di cloro. Subito dopo si espone la bottiglia al Sole e, a questo punto, avverrebbe una reazione fotochimica capace di eccitare la miscela e renderla molto luminescente, al punto da illuminare un locale buio, tanto quanto farebbe una lampadina elettrica di media potenza. Il video si conclude con lo sperimentatore soddisfatto dopo avere appeso al soffitto un certo numero di bottiglie e spento le lampadine elettriche.
VALE LA PENA? - Invenzione creativa o semplice gadget? Che esistano liquidi luminescenti è noto anche ai bambini, i quali possono giocare con collanine e braccialetti di plastica, riempiti di miscele variopinte in grado di brillare nell'oscurità. Quindi è probabile che, in maniera analoga, la miscela acqua-clorox, esposta al sole, si carichi di energia che poi viene restituita gradualmente sotto forma di radiazione luminosa. Tuttavia, ai fini di valutare la praticità dell'invenzione, bisogna valutare quanto tempo può durare l'emissione e soprattutto quanto costa la quantità di liquido clorato necessaria al confezionamento di una bottiglia luminescente; non ultimo i problemi di inquinamento ambientale connessi allo smaltimento della miscela esausta. Sono tutte valutazioni che solo un attrezzato laboratorio chimico può fare. Alla fine si potrebbe scoprire che il gioco non vale, alla lettera, la candela
martedì 27 maggio 2008
Veneto;Vince al casino' 5 mln alla slot-machine, non lo pagano
Venezia, 27 mag. (Apcom) - Era stato davvero troppo fortunato il giocatore modenese che alla slot machine del Casino' di Venezia aveva vinto la cifra astronomica di 5 milioni di euro. Cifra che non gli è stata pagata proprio perché, secondo quanto riferito dalla direzione della casa da gioco veneziana, la macchina, raggiunto il jackpot, sarebbe andata in tilt. L'imprenditore fortunato al gioco non si è perso d'animo e ha presentato denuncia tramite i suoi legali.
Intanto da Ca' Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia, si cerca di ricostruire come sia stato possibile raggiungere una vincita così stratosferica. Secondo la direzione per vincere 5 milioni di euro, il giocatore avrebbe dovuto spendere almeno 511 mila euro in monete.
Intanto da Ca' Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia, si cerca di ricostruire come sia stato possibile raggiungere una vincita così stratosferica. Secondo la direzione per vincere 5 milioni di euro, il giocatore avrebbe dovuto spendere almeno 511 mila euro in monete.
Scagionato 86 anni dopo l'impiccagione
CANBERRA - Riabilitato e scagionato 86 anni dopo la sua impiccagione. L'incredibile storia arriva dall'Australia. Colin Campbell Ross fu giustiziato nel 1922 per lo stupro, l'omicidio e l'occultamento del cadavere di una bambina dodicenne a Melbourne. Ma a 86 anni di distanza, nuovi rilievi tecnico-scientifici hanno permesso di dimostrare che le prove decisive a suo carico erano irrimediabilmente viziate.
PENA ANNULLATA - Le autorità dello Stato australiano del Victoria hanno pertanto deciso di concedergli l'annullamento della pena e lo scagionamento, seppure decisamente tardivi: anche perché lo Stato del Pacifico è uno tra i più strenui oppositori della pena capitale e, come dichiarato dal procuratore generale Rob Hulls, «si lancia così un monito a chi vorrebbe reintrodurla» a livello nazionale, dopo l'abolizione risalente al '75.
PENA ANNULLATA - Le autorità dello Stato australiano del Victoria hanno pertanto deciso di concedergli l'annullamento della pena e lo scagionamento, seppure decisamente tardivi: anche perché lo Stato del Pacifico è uno tra i più strenui oppositori della pena capitale e, come dichiarato dal procuratore generale Rob Hulls, «si lancia così un monito a chi vorrebbe reintrodurla» a livello nazionale, dopo l'abolizione risalente al '75.
Ladro di bici centrato da bazooka
Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.
ESECUZIONE - A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza»
ESECUZIONE - A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza»
Religioni senza frontiere: un gioco tv per avvincinare le fedi diverse
LONDRA - Sarà una sorta di «Giochi senza frontiere» intellettuale: a dividere le squadre non sarà la nazionalità, ma la fede religiosa. Il canale britannico "Islam channel", televisione d'ispirazione musulmana lancerà prossimamente il primo show televisivo interreligioso: in ogni puntata si affronteranno team che rappresenteranno due delle principali religioni internazionali (ad esempio una squadra composta da ebrei sfiderà un team musulmano o una cristiana darà battaglia ad una formazione hindu). Chi vincerà più sfide porterà a casa un premio in denaro.
PROGRAMMA - Il programma dovrebbe intitolarsi "Faith off" (il nome dello show non è stato ancora ufficializzato) e dovrebbe ricalcare la celebre trasmissione televisiva andata in onda per la prima volta nel lontano 1965. Ma se "Giochi senza frontiere" voleva rafforzare i rapporti tra i popoli europei attraverso sfide sportive, lo spettacolo prodotto da Islam Channel vuole dimostrare che una sana competizione intellettuale può avvicinare e unire persone di religione diversa. Ogni squadra sarà composta da quattro concorrenti: questi dovranno rispondere a quiz e a domande di cultura generale proposte dal conduttore del programma Jeff Mirza, noto comico musulmano. Tanti quesiti saranno a carattere religioso e guadagnerà più punti la squadra che dimostrerà di conoscere anche i precetti fondamentali delle altre fedi.
ABITI CARATTERISTICI - I giocatori potranno anche identificarsi con personaggi della loro religione come il Papa o il Dalai Lama e indosseranno abiti caratteristici della loro confessione. Danny Judelson, uno dei prossimi concorrenti ebrei del programma si dichiara entusiasta dello show e sostiene che questa trasmissione potrebbe rappresentare un primo passo verso il dialogo tra le religioni: «Uno gioco a premi è un'idea originale. Penso che oggi sia una cosa singolare che un canale televisivo offra l'opportunità di educare e informare il proprio pubblico. Dietro questo gioco vi è un fine nobile».
NO A TEOLOGI - Il produttore del programma Abrar Hussain fa sapere che tra i concorrenti non ci saranno nè teologi nè studenti di religioni: «Viviamo in una società multiculturale e interreligiosa» ha spiegato il produttore al quotidiano inglese Guardian. «Io conosco le basi del Cristianesimo, ma non so nulla della religione ebraica. Ognuno di noi impara qualcosa sulle religioni a scuola, ma presto dimentica. Con la nostra trasmissione si conosceranno le caratteristiche comuni delle religioni piuttosto che le cose che le dividono». Hussain conferma che il premio in denaro offerto in ogni puntata sarà modesto, ma parafrasando il celebre motto del barone Pierre de Coubertin sostiene: «Ci sarebbe piaciuto offrire di più, ma il gioco è stato creato non per vincere, ma per partecipare».
PROGRAMMA - Il programma dovrebbe intitolarsi "Faith off" (il nome dello show non è stato ancora ufficializzato) e dovrebbe ricalcare la celebre trasmissione televisiva andata in onda per la prima volta nel lontano 1965. Ma se "Giochi senza frontiere" voleva rafforzare i rapporti tra i popoli europei attraverso sfide sportive, lo spettacolo prodotto da Islam Channel vuole dimostrare che una sana competizione intellettuale può avvicinare e unire persone di religione diversa. Ogni squadra sarà composta da quattro concorrenti: questi dovranno rispondere a quiz e a domande di cultura generale proposte dal conduttore del programma Jeff Mirza, noto comico musulmano. Tanti quesiti saranno a carattere religioso e guadagnerà più punti la squadra che dimostrerà di conoscere anche i precetti fondamentali delle altre fedi.
ABITI CARATTERISTICI - I giocatori potranno anche identificarsi con personaggi della loro religione come il Papa o il Dalai Lama e indosseranno abiti caratteristici della loro confessione. Danny Judelson, uno dei prossimi concorrenti ebrei del programma si dichiara entusiasta dello show e sostiene che questa trasmissione potrebbe rappresentare un primo passo verso il dialogo tra le religioni: «Uno gioco a premi è un'idea originale. Penso che oggi sia una cosa singolare che un canale televisivo offra l'opportunità di educare e informare il proprio pubblico. Dietro questo gioco vi è un fine nobile».
NO A TEOLOGI - Il produttore del programma Abrar Hussain fa sapere che tra i concorrenti non ci saranno nè teologi nè studenti di religioni: «Viviamo in una società multiculturale e interreligiosa» ha spiegato il produttore al quotidiano inglese Guardian. «Io conosco le basi del Cristianesimo, ma non so nulla della religione ebraica. Ognuno di noi impara qualcosa sulle religioni a scuola, ma presto dimentica. Con la nostra trasmissione si conosceranno le caratteristiche comuni delle religioni piuttosto che le cose che le dividono». Hussain conferma che il premio in denaro offerto in ogni puntata sarà modesto, ma parafrasando il celebre motto del barone Pierre de Coubertin sostiene: «Ci sarebbe piaciuto offrire di più, ma il gioco è stato creato non per vincere, ma per partecipare».
Rubano auto, cinghiali li bloccano
Dopo aver rubato una macchina e seminato le forze dell'ordine nascondendosi nella foresta, due diciottenni tedeschi della regione di Meclemburgo-Pomerania Anteriore si sono visti costretti a cercare l'aiuto della polizia quando un branco di cinghiali li ha accerchiati. I giovani hanno cercato rifugio su un albero, ma il gruppo di animali non ha desistito. All'arrivo degli agenti, i due sono stati arrestati per furto.
"Erano pietrificati dalla paura dei cinghiali. Hanno deciso che l'arresto era meglio dei maiali", ha dichiarato un portavoce della polizia tedesca
"Erano pietrificati dalla paura dei cinghiali. Hanno deciso che l'arresto era meglio dei maiali", ha dichiarato un portavoce della polizia tedesca
Piange amata morta, entra in frigo
Non voleva separarsi dalla sua compagna morta e così è entrato con lei nella cella frigorifero dell'obitorio. L'uomo, un 41enne di Taiwan, è stato tirato fuori vivo dopo un'ora e mezza. E' stato scoperto da alcuni addetti che avevano notato un strano innalzamento della temperatura nella cella frigorifera a causa dello sportello che non era chiuso bene. L'uomo aveva assunto droga prima di entrare nella cella frigorifera.
"Un addetto dell'obitorio ha aperto lo sportello e ha visto due corpi che giacevano. Spaventato, ha gridato" riporta il quotidiano Liberty Times. La donna, secondo i media, era morta venerdì scorso per una overdose di sonniferi
"Un addetto dell'obitorio ha aperto lo sportello e ha visto due corpi che giacevano. Spaventato, ha gridato" riporta il quotidiano Liberty Times. La donna, secondo i media, era morta venerdì scorso per una overdose di sonniferi
Uomo "perseguita" numero verde
Un uomo giapponese è stato arrestato dalla polizia dopo aver letteralmente "perseguitato" la segreteria di un numero verde di un'azienda. Il giapponese avrebbe chiamato il numero gratuito per oltre 500 volte nell'arco di 16 mesi solo perché voleva ascoltare la voce femminile che era stata incisa sul risponditore automatico. In totale l'uomo ha speso al telefono oltre 4 milioni di yen.
Il "maniaco" ha 38 anni ed è all'apparenza una persona normale. "Si eccitava semplicemente ascoltando la voce femminile che rispondeva, in modo automatico, alla segreteria telefonica di un'azienda, ma sinceramente non si trattava neanche di una voce sexy, era una normalissima voce di donna" ha detto uno degli investigatori che ha seguito il caso.
A denunciare l'uomo è stata l'azienda in questione, letteralmente sommersa dalle chiamate del 38enne tanto da non riuscire più a fornire il servizio di assistenza telefonica ad altre persone perchè chi provava a chiamare trovava praticamente perennemente occupato. La polizia sta ora cercando di appurare se l'uomo abbia fatta altre telefonate ad aziende con servizi simili.
Il "maniaco" ha 38 anni ed è all'apparenza una persona normale. "Si eccitava semplicemente ascoltando la voce femminile che rispondeva, in modo automatico, alla segreteria telefonica di un'azienda, ma sinceramente non si trattava neanche di una voce sexy, era una normalissima voce di donna" ha detto uno degli investigatori che ha seguito il caso.
A denunciare l'uomo è stata l'azienda in questione, letteralmente sommersa dalle chiamate del 38enne tanto da non riuscire più a fornire il servizio di assistenza telefonica ad altre persone perchè chi provava a chiamare trovava praticamente perennemente occupato. La polizia sta ora cercando di appurare se l'uomo abbia fatta altre telefonate ad aziende con servizi simili.
lunedì 26 maggio 2008
Da 40 anni guidava senza patente
Da 40 anni guidava il suo tir sulle strade e autostrade di mezza Europa., da vero camionista provetto. Peccato che il 59enne di Stein, della provincia olandese del Limburgo, non avesse mai conseguito la patente. Lo ha ammesso candidamente alla polizia che lo ha fermato per un normale controllo. "In tutta la mia vita - ha assicurato davanti agli agenti sbalorditi - non ho mai avuto un incidente".
Lo riferisce il quotidiano "De Telegraaf". Davanti ai poliziotti l'uomo ha assunto una curiosa linea difensiva, giurando di non aver mai avuto incidenti. Chissà se gli hanno creduto. Nel dubbio gli hanno elevato una salata multa.
Lo riferisce il quotidiano "De Telegraaf". Davanti ai poliziotti l'uomo ha assunto una curiosa linea difensiva, giurando di non aver mai avuto incidenti. Chissà se gli hanno creduto. Nel dubbio gli hanno elevato una salata multa.
domenica 25 maggio 2008
Germania, bimbo in vendita su eBay
La polizia tedesca ha aperto un'inchiesta su una coppia che aveva messo in vedita su eBay per un euro il proprio figlio di sette mesi. Il piccolo è stato affidato ai servizi sociali della regione sudoccidentale di Allgaeu. La madre ha dichiarato alla polizia che l'annuncio su internet era soltanto uno scherzo. I genitori ora dovranno rispondere di possibile traffico di minori.
Non sono arrivate offerte per il bambino nelle due ore e mezzo in cui l'annuncio è stato "postato" sul sito di aste online, che lo ha successivamente rimosso. Numerose le persone che, dopo aver visto il messaggio, hanno avvisato la polizia.
Non sono arrivate offerte per il bambino nelle due ore e mezzo in cui l'annuncio è stato "postato" sul sito di aste online, che lo ha successivamente rimosso. Numerose le persone che, dopo aver visto il messaggio, hanno avvisato la polizia.
sabato 24 maggio 2008
Compri un'auto, ti danno una pistola
BUTLER (USA) - Compra un auto, avrai in regalo una pistola. Non è il simpatico scherzo di qualche buontempone, ma la singolare campagna promozionale promossa fino alla fine del prossimo giugno da Max Motors, una piccola concessionaria di automobili di Butler, cittadina statunitense nello stato del Missouri. Coniugando due passione americane, le auto e le armi, la Max Motors ha visto in quest'ultima settimana quadruplicare le vendite di veicoli e incrementare di conseguenza il proprio fatturato
OFFERTA - L'offerta è sembrata allettante agli automobilisti Usa: comprando un automobile hanno diritto a un buono di 250 dollari che possono usare o per acquistare una pistola semiautomatica calibro 38 o in alternativa per ottenere una tessera che garantisce benzina gratis. Sebbene i prezzi del petrolio abbiano raggiunto cifre inimmaginabili fino a qualche anno fa, Mark Muller, proprietario della concessionaria, confessa che negli ultimi 3 giorni ha venduto più di 30 auto e solo due clienti hanno preferito i buoni benzina alla possibilità di poter avere un’arma da fuoco
ISPIRAZIONE - Muller ha spiegato ironicamente che ad ispirare questa singolare offerta sono state le recenti parole di Barak Obama, il probabile candidato dei democratici alle prossime elezioni in America: durante un discorso del mese scorso il leader di colore avrebbe dichiarato che bisogna avere compassione di tutte quelle persone che «si aggrappano alle armi e alla religione» per la frustrazione derivante dalla crisi economica. Il proprietario della concessionaria ribatte: «Ho trovato questa frase offensiva. Noi siamo maledettamente felici di vivere in un Paese libero dove puoi avere con te una pistola se lo desideri».
SITO WEB - Il sito web della concessionaria si è subito adeguato alla promozione: nella pagina principale compare un cowboy infuriato che tiene in una mano una pistola e nell'altra una pompa di benzina. Oltre a sottolineare che la criminalità e il prezzo della benzina sono seri problemi negli Usa, il sitoweb afferma che chi decidesse di usare il buono per comprare una pistola deve sottoporsi ad un controllo di routine. Secondo Muller la pistola è qualcosa di essenziale per un americano del Midwest: «Tutti qui andiamo in chiesa ogni domenica e portiamo con noi sempre una pistola. Io adesso ho un'arma nella mia tasca destra e ho un fucile nel camion. Dobbiamo usarli per colpire i coyote che vivono nei nostri territori e che attaccano ogni giorno le nostre mandrie e le nostre galline».
OFFERTA - L'offerta è sembrata allettante agli automobilisti Usa: comprando un automobile hanno diritto a un buono di 250 dollari che possono usare o per acquistare una pistola semiautomatica calibro 38 o in alternativa per ottenere una tessera che garantisce benzina gratis. Sebbene i prezzi del petrolio abbiano raggiunto cifre inimmaginabili fino a qualche anno fa, Mark Muller, proprietario della concessionaria, confessa che negli ultimi 3 giorni ha venduto più di 30 auto e solo due clienti hanno preferito i buoni benzina alla possibilità di poter avere un’arma da fuoco
ISPIRAZIONE - Muller ha spiegato ironicamente che ad ispirare questa singolare offerta sono state le recenti parole di Barak Obama, il probabile candidato dei democratici alle prossime elezioni in America: durante un discorso del mese scorso il leader di colore avrebbe dichiarato che bisogna avere compassione di tutte quelle persone che «si aggrappano alle armi e alla religione» per la frustrazione derivante dalla crisi economica. Il proprietario della concessionaria ribatte: «Ho trovato questa frase offensiva. Noi siamo maledettamente felici di vivere in un Paese libero dove puoi avere con te una pistola se lo desideri».
SITO WEB - Il sito web della concessionaria si è subito adeguato alla promozione: nella pagina principale compare un cowboy infuriato che tiene in una mano una pistola e nell'altra una pompa di benzina. Oltre a sottolineare che la criminalità e il prezzo della benzina sono seri problemi negli Usa, il sitoweb afferma che chi decidesse di usare il buono per comprare una pistola deve sottoporsi ad un controllo di routine. Secondo Muller la pistola è qualcosa di essenziale per un americano del Midwest: «Tutti qui andiamo in chiesa ogni domenica e portiamo con noi sempre una pistola. Io adesso ho un'arma nella mia tasca destra e ho un fucile nel camion. Dobbiamo usarli per colpire i coyote che vivono nei nostri territori e che attaccano ogni giorno le nostre mandrie e le nostre galline».
venerdì 23 maggio 2008
Los Angeles e la grande sete. Si berrà l’acqua degli scarichi
NEW YORK— Dieci anni fa Antonio Villaraigosa, allora consigliere comunale, condusse la battaglia per bloccare un progetto tanto audace quanto impopolare: riciclare l’acqua degli scarichi rendendola di nuovo potabile. Toilet to tap, dal water al rubinetto, secondo lo slogan allora coniato dai «contras», che la spuntarono. Ma oggi è proprio lui, il sindaco di Los Angeles, a proporre questa terapia-choc per la grande sete della seconda città americana. La prolungata siccità nel West americano che ha portato sotto i limiti di guardia le riserve idriche della California meridionale ha spinto prima il governatore Schwarzenegger e poi il sindaco Villaraigosa a proporre misure drastiche. Sulla base del piano appena presentato, gli abitanti di Los Angeles nei prossimi anni dovranno cambiare lavatrici, water, «cipolle» della doccia, passando a modelli che erogano meno acqua. E dovranno modificare le loro abitudini. Non ci sarà più acqua in libertà per innaffiare il giardino, lavare l’auto, fare il bagno al cane. Sarà una rivoluzione anche per le opere pubbliche: grandi parcheggi nei quali l’asfalto verrà sostituito da grate d’acciaio, in modo da consentire la raccolta delle acque piovane, urinatoi puliti a secco e, per gli spazi verdi, annaffiatoi «intelligenti»: niente spruzzi nelle ore più calde della giornata, quando l’evaporazione è maggiore, o se il barometro prevede pioggia. Ma, soprattutto, il piano appena approvato punta a rendere potabili ogni anno 20 miliardi di litri d’acqua che oggi finiscono nelle fogne.
Dal water al bicchiere, proprio come nello slogan: Villaraigosa ha cambiato idea ed è pronto a rischiare il suo futuro politico su un progetto che continua a inquietare molti, perché si è convinto che le tecnologie oggi disponibili consentono di rendere scarichi e liquami più puri dell’acqua distillata e perché entro pochi anni la grande sete della California non lascerà molte vie di scampo: non è possibile penalizzare l’agricoltura che assorbe il 70 per cento dell’acqua consumata, mentre le precipitazioni nevose sulla Sierra, le montagne che alimentano la California, continuano a calare e i bacini degli Stati a Nord e a Ovest, usati in passato per rifornire le città sul Pacifico, sono anch’essi mezzi vuoti o bloccati dalle leggi sulla tutela delle specie animali protette. Il piano non è solo un esercizio di calligrafia di politici che vogliono mostrarsi attivi: le tecnologie di depurazione sono ormai mature e un primo impianto-pilota è appena entrato in esercizio nella Orange County. È uno stabilimento nel quale l’acqua subisce tre diversi processi di depurazione — micro filtraggio per rimuovere corpi solidi e batteri, un’osmosi invertita per rimuovere gli altri microrganismi, il sale, i residui chimici e farmaceutici e, infine, un trattamento con raggi ultravioletti e acqua ossigenata per eliminare le ultime tracce di contaminazione.
L’acqua così rigenerata viene pompata nelle falde sotterranee dove, dopo l’ulteriore filtraggio del terreno, finisce nei pozzi artesiani che alimentano le case della California. Un sistema complesso e dai costi molto elevati: l’impianto di Orange County è costato 500 milioni di dollari, la sua gestione annuale ne richiederà altri 30 ed è in grado di trattare circa 250 milioni di litri d’acqua al giorno: il 10 per cento del fabbisogno della contea. Quello di Los Angeles può apparire un caso-limite, ma le riserve idriche—tra aumento della popolazione e cambiamenti climatici — cominciano a scarseggiare un po’ ovunque. L’acqua gratis o quasi sarà presto un ricordo. Dovremo cambiare le abitudini di consumo e servirà molto senso civico. In tante parti d’America questa rivoluzione dei comportamenti è già una realtà: l’anno scorso, quando la Georgia fu colpita da una grande siccità, il governatore Sonny Perdue chiese ai cittadini di ridurre i consumi del 10 per cento. Nel giro di un mese il sistema idrico dello Stato registrò un calo della domanda addirittura del 15 per cento. E a San Antonio, nell’arido Texas, i consumi idrici attuali sono gli stessi di dieci anni fa, anche se la popolazione è cresciuta del 30 per cento.
Merito degli investimenti in risparmio idrico fatti dalla città e dalle imprese locali: il parco acquatico di Sea World ha imparato a risparmiare 80 milioni di litri d’acqua l’anno, mentre Frito-Lay, che aveva bisogno di 16 litri d’acqua per produrre un chilo di patatine fritte, ore riesce a farlo con 8. Attanagliati dagli alti costi dell’energia e dall’impennata dei prezzi delle derrate agricole, arriviamo esausti a quest’ennesima emergenza. «Ma è proprio quella dell’acqua—avverte il presidente dell’Earth Policy Institute, Lester Brown — la battaglia decisiva: ognuno di noi ogni giorno assorbe quattro litri d’acqua, mentre per produrre gli alimenti con i quali ci nutriamo questi quattro litri vanno moltiplicati per 500. È chiaro che, se non affrontiamo il problema, il futuro ci riserverà non solo problemi di forniture idriche ma anche una crisi alimentare ». Se ne sono già accorti in Cina, dove il raccolto di frumento è calato del 15 per cento in dieci anni perché le terre del Nord sono sempre più aride.
Dal water al bicchiere, proprio come nello slogan: Villaraigosa ha cambiato idea ed è pronto a rischiare il suo futuro politico su un progetto che continua a inquietare molti, perché si è convinto che le tecnologie oggi disponibili consentono di rendere scarichi e liquami più puri dell’acqua distillata e perché entro pochi anni la grande sete della California non lascerà molte vie di scampo: non è possibile penalizzare l’agricoltura che assorbe il 70 per cento dell’acqua consumata, mentre le precipitazioni nevose sulla Sierra, le montagne che alimentano la California, continuano a calare e i bacini degli Stati a Nord e a Ovest, usati in passato per rifornire le città sul Pacifico, sono anch’essi mezzi vuoti o bloccati dalle leggi sulla tutela delle specie animali protette. Il piano non è solo un esercizio di calligrafia di politici che vogliono mostrarsi attivi: le tecnologie di depurazione sono ormai mature e un primo impianto-pilota è appena entrato in esercizio nella Orange County. È uno stabilimento nel quale l’acqua subisce tre diversi processi di depurazione — micro filtraggio per rimuovere corpi solidi e batteri, un’osmosi invertita per rimuovere gli altri microrganismi, il sale, i residui chimici e farmaceutici e, infine, un trattamento con raggi ultravioletti e acqua ossigenata per eliminare le ultime tracce di contaminazione.
L’acqua così rigenerata viene pompata nelle falde sotterranee dove, dopo l’ulteriore filtraggio del terreno, finisce nei pozzi artesiani che alimentano le case della California. Un sistema complesso e dai costi molto elevati: l’impianto di Orange County è costato 500 milioni di dollari, la sua gestione annuale ne richiederà altri 30 ed è in grado di trattare circa 250 milioni di litri d’acqua al giorno: il 10 per cento del fabbisogno della contea. Quello di Los Angeles può apparire un caso-limite, ma le riserve idriche—tra aumento della popolazione e cambiamenti climatici — cominciano a scarseggiare un po’ ovunque. L’acqua gratis o quasi sarà presto un ricordo. Dovremo cambiare le abitudini di consumo e servirà molto senso civico. In tante parti d’America questa rivoluzione dei comportamenti è già una realtà: l’anno scorso, quando la Georgia fu colpita da una grande siccità, il governatore Sonny Perdue chiese ai cittadini di ridurre i consumi del 10 per cento. Nel giro di un mese il sistema idrico dello Stato registrò un calo della domanda addirittura del 15 per cento. E a San Antonio, nell’arido Texas, i consumi idrici attuali sono gli stessi di dieci anni fa, anche se la popolazione è cresciuta del 30 per cento.
Merito degli investimenti in risparmio idrico fatti dalla città e dalle imprese locali: il parco acquatico di Sea World ha imparato a risparmiare 80 milioni di litri d’acqua l’anno, mentre Frito-Lay, che aveva bisogno di 16 litri d’acqua per produrre un chilo di patatine fritte, ore riesce a farlo con 8. Attanagliati dagli alti costi dell’energia e dall’impennata dei prezzi delle derrate agricole, arriviamo esausti a quest’ennesima emergenza. «Ma è proprio quella dell’acqua—avverte il presidente dell’Earth Policy Institute, Lester Brown — la battaglia decisiva: ognuno di noi ogni giorno assorbe quattro litri d’acqua, mentre per produrre gli alimenti con i quali ci nutriamo questi quattro litri vanno moltiplicati per 500. È chiaro che, se non affrontiamo il problema, il futuro ci riserverà non solo problemi di forniture idriche ma anche una crisi alimentare ». Se ne sono già accorti in Cina, dove il raccolto di frumento è calato del 15 per cento in dieci anni perché le terre del Nord sono sempre più aride.
Beffa i molestatori... spogliandosi
La miglior difesa è l'attacco, deve aver pensato una turista israeliana vittima, in Nuova Zelanda, delle indesiderate attenzioni da parte di un gruppo di operai. La donna, indispettita da alcuni pesanti apprezzamenti, ha deciso lasciare di sasso i gradassi giocando la carta della provocazione: si è fermata, si è denudata, poi si è rivestita e ha ripreso la propria strada. E' accaduto a Kerikeri, nel nord Paese.
Il passaggio della donna era stato accompagnato da insistenti fischi da parte degli operai impegnati in lavori di manutenzione stradale. Il racconto della donna alla polizia: "Non ne potevo più e ho deciso di mostrargli quello che ho". Il sergente Peter Masters ha poi spiegato ai giornalisti che alla signora, in considerazione del fatto che aveva già subito attenzioni indesiderate, era stato detto che probabilmente il suo atteggiamento era "inappropriato" per la Nuova Zelanda. La turista ha deciso di concludere la sua vacanza.
Il passaggio della donna era stato accompagnato da insistenti fischi da parte degli operai impegnati in lavori di manutenzione stradale. Il racconto della donna alla polizia: "Non ne potevo più e ho deciso di mostrargli quello che ho". Il sergente Peter Masters ha poi spiegato ai giornalisti che alla signora, in considerazione del fatto che aveva già subito attenzioni indesiderate, era stato detto che probabilmente il suo atteggiamento era "inappropriato" per la Nuova Zelanda. La turista ha deciso di concludere la sua vacanza.
giovedì 22 maggio 2008
Intossica 54 persone col suo vomito
Un giapponese di 34 anni si è suicidato ingerendo un pesticida, ma prima di morire ha intossicato col suo vomito velenoso 54 persone. L'uomo, un contadino, aveva assunto un'elevata quantità di diserbante liquido. Trasportato all'ospedale di Kumamoto, nel sud del Paese, ha vomitato il letale composto che, evaporando, ha intossicato pazienti e infermiere presenti nelle vicinanze. Un'anziana malata di polmonite ora rischia la vita.
Delle persone intossicate, 23 erano pazienti del pronto soccorso e 31 inservienti dell'istituto, nessuno dei quali ha subito gravi conseguenze eccetto l'anziana di 72 anni malata di polmonite. Le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate dopo l'inalazione tossica.
Delle persone intossicate, 23 erano pazienti del pronto soccorso e 31 inservienti dell'istituto, nessuno dei quali ha subito gravi conseguenze eccetto l'anziana di 72 anni malata di polmonite. Le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate dopo l'inalazione tossica.
La grande rondine
Tra la follia e l'installazione artistica, Benjamin Verdonck ha costruito un nido gigante e da alcuni giorni sta vivendo proprio come un uccello. Benjamin Verdonck è quello che viene definito un eclettico performer.
Di lui si dice che odi i luoghi teatrali e che abbia sempre realizzato le proprie azioni in luoghi non convenzionali. E in effetti, per non smentire la propria fama, il performer belga ha deciso di vivere due settimane in un nido. Un nido grande, ma pur sempre un nido, costruito su un moderno palazzo di Rotterdam.
A questo punto, non si capisce bene se per spirito artistico o per puro delirio, l'artista ha iniziato a comportarsi come un uccello, simulando di tanto in tanto lo sbattere d'ali sotto gli occhi stupiti dei passanti olandesi. La scena delirante è stata ovviamente catturata da YouTube, nel cui video si possono osservare gli attoniti spettatori dello spettacolo "non convenzionale".
La bizzarra performance artistica, o comunque la si voglia chiamare, è stata battezzata The Great Swallow Project. Ma secondo alcuni è solo l'ennesimo tentativo di guadagnare notorietà in un momento di crisi della creatività. Che non è sinonimo di stranezza.
Di lui si dice che odi i luoghi teatrali e che abbia sempre realizzato le proprie azioni in luoghi non convenzionali. E in effetti, per non smentire la propria fama, il performer belga ha deciso di vivere due settimane in un nido. Un nido grande, ma pur sempre un nido, costruito su un moderno palazzo di Rotterdam.
A questo punto, non si capisce bene se per spirito artistico o per puro delirio, l'artista ha iniziato a comportarsi come un uccello, simulando di tanto in tanto lo sbattere d'ali sotto gli occhi stupiti dei passanti olandesi. La scena delirante è stata ovviamente catturata da YouTube, nel cui video si possono osservare gli attoniti spettatori dello spettacolo "non convenzionale".
La bizzarra performance artistica, o comunque la si voglia chiamare, è stata battezzata The Great Swallow Project. Ma secondo alcuni è solo l'ennesimo tentativo di guadagnare notorietà in un momento di crisi della creatività. Che non è sinonimo di stranezza.
Padre e figlio arrestati e poi rilasciati in Inghilterra: «Siamo stati ingenui»
LONDRA — Era cominciata con uno scambio di e-mail tra un ragazzo di Firenze e una quindicenne pachistana di Swindon, in Inghilterra. Ma per 25 giorni la storia romantica si è trasformata in una vicenda giudiziaria con accusa di tentato sequestro di persona e tratta di minori che ha fatto finire in carcere Sandro Accorinti e il figlio Marco, 17 anni. Marco aveva conosciuto Alma, 15 anni, su una chatline.
DAL WEB ALLA VITA REALE - Uno scambio frenetico di messaggi. Un fiume di emozioni e informazioni. A un certo punto lei aveva confidato all’amico «virtuale» che a casa a Swindon la maltrattavano. Marco ne ha parlato con i genitori, ha convinto il padre a partire per andare a vedere di persona, per rendersi utile. I due italiani hanno anche contattato la madre di Alma. Che prima è sembrata disponibile, poi ha informato la polizia inglese: «Mia figlia stava ore al computer. Non sapevo con chi stesse parlando, ero molto preoccupata, ho pensato che volessero portarmela via», ha raccontato poi.
L'ARRESTO E L'INTERVENTO DELLA FARNESINA - Il 26 aprile Sandro e Marco Accorinti sono stati arrestati in un albergo di Swindon. La polizia li stava aspettando e aveva montato un’operazione meticolosa. Uno è finito in cella a Bristol, l’altro in un carcere minorile vicino Londra. Sembrava tutto assurdo (in effetti lo era), ma l’accusa di sottrazione di minore è grave e il giudice britannico ha negato la libertà condizionata. Si è mossa la rappresentanza diplomatica italiana. L’ambasciatore Giancarlo Aragona ha informato la Farnesina, il console generale David Morante ha cominciato a fare la spola con le due prigioni.
LA SOLUZIONE - Mercoledì la conclusione. Proscioglimento per non aver commesso il fatto. Seduto in un salotto dell’ambasciata a Londra, Sandro Accorinti racconta: «Eravamo partiti quasi come per una gita, Marco voleva solo farsi conoscere e rendersi utile. Forse siamo stati ingenui». Sembra disteso anche Marco: ma si capisce che quei 25 giorni da innocente in cella hanno lasciato il segno. «Grazie ai diplomatici e agli avvocati e grazie al cappellano del carcere che mi ha aiutato a non impazzire là dentro». E Alma la piccola pachistana? «Non sono riuscito a conoscerla di persona». Le manderai altre e-mail? «No». E riprenderai subito a chattare? «Per ora no, penserò ad altre cose. Sono cresciuto in fretta in questi giorni».
DAL WEB ALLA VITA REALE - Uno scambio frenetico di messaggi. Un fiume di emozioni e informazioni. A un certo punto lei aveva confidato all’amico «virtuale» che a casa a Swindon la maltrattavano. Marco ne ha parlato con i genitori, ha convinto il padre a partire per andare a vedere di persona, per rendersi utile. I due italiani hanno anche contattato la madre di Alma. Che prima è sembrata disponibile, poi ha informato la polizia inglese: «Mia figlia stava ore al computer. Non sapevo con chi stesse parlando, ero molto preoccupata, ho pensato che volessero portarmela via», ha raccontato poi.
L'ARRESTO E L'INTERVENTO DELLA FARNESINA - Il 26 aprile Sandro e Marco Accorinti sono stati arrestati in un albergo di Swindon. La polizia li stava aspettando e aveva montato un’operazione meticolosa. Uno è finito in cella a Bristol, l’altro in un carcere minorile vicino Londra. Sembrava tutto assurdo (in effetti lo era), ma l’accusa di sottrazione di minore è grave e il giudice britannico ha negato la libertà condizionata. Si è mossa la rappresentanza diplomatica italiana. L’ambasciatore Giancarlo Aragona ha informato la Farnesina, il console generale David Morante ha cominciato a fare la spola con le due prigioni.
LA SOLUZIONE - Mercoledì la conclusione. Proscioglimento per non aver commesso il fatto. Seduto in un salotto dell’ambasciata a Londra, Sandro Accorinti racconta: «Eravamo partiti quasi come per una gita, Marco voleva solo farsi conoscere e rendersi utile. Forse siamo stati ingenui». Sembra disteso anche Marco: ma si capisce che quei 25 giorni da innocente in cella hanno lasciato il segno. «Grazie ai diplomatici e agli avvocati e grazie al cappellano del carcere che mi ha aiutato a non impazzire là dentro». E Alma la piccola pachistana? «Non sono riuscito a conoscerla di persona». Le manderai altre e-mail? «No». E riprenderai subito a chattare? «Per ora no, penserò ad altre cose. Sono cresciuto in fretta in questi giorni».
Venduti biglietti falsi visita Papa
Alcune persone spacciatesi per religiosi hanno venduto biglietti falsi per assistere da vicino alla visita del Papa a Leuca il 14 giugno. E' accaduto nel Salento, nelle zone di Felline, Castiglione e Ruffano, dove questi finti pass sono stati pagati 20 euro l'uno. La denuncia è della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca che precisa che l'incontro col Pontefice è accessibile con tesserini magnetici gratuiti in distribuzione nelle parrocchie.
L'allarme è stato lanciato da alcuni sacerdoti della zona che sono venuti a conoscenza di questi permessi freschi di stampa. Così, per togliere ogni ombra di dubbio, la diocesi è subito intervenuta: "Non esistono biglietti in vendita e l'accesso alle zone attrezzate del santuario e del porto turistico di Lueca dove si svolgerà la visita è totalmente gratuito".
Invece, alle aree interessate si accederà solamente con una tesserina magnetica che sarà distribuita dai parroci e sarà verificata nei varchi di accesso il 14 giugno. "Nessun altro è autorizzato a rilasciare titoli di accesso" fanno sapere le autorità religiose della zona che invitano chi ha acquistato il biglietto o è venuto a conoscenza della pratica a segnalare il fatto alle forze dell'ordine e ai parroci o al numero di fax 08321900182.
"Anche se i truffatori sono vestiti da prete o hanno vestiti eleganti o mostrano tesserini falsi di riconoscimento - avverte la diocesi - sono soltanto dei truffatori".
L'allarme è stato lanciato da alcuni sacerdoti della zona che sono venuti a conoscenza di questi permessi freschi di stampa. Così, per togliere ogni ombra di dubbio, la diocesi è subito intervenuta: "Non esistono biglietti in vendita e l'accesso alle zone attrezzate del santuario e del porto turistico di Lueca dove si svolgerà la visita è totalmente gratuito".
Invece, alle aree interessate si accederà solamente con una tesserina magnetica che sarà distribuita dai parroci e sarà verificata nei varchi di accesso il 14 giugno. "Nessun altro è autorizzato a rilasciare titoli di accesso" fanno sapere le autorità religiose della zona che invitano chi ha acquistato il biglietto o è venuto a conoscenza della pratica a segnalare il fatto alle forze dell'ordine e ai parroci o al numero di fax 08321900182.
"Anche se i truffatori sono vestiti da prete o hanno vestiti eleganti o mostrano tesserini falsi di riconoscimento - avverte la diocesi - sono soltanto dei truffatori".
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