domenica 8 giugno 2008

La protesta di due suore di clausura: incatenate a un lampione di San Pietro

ROMA - Due monache di clausura, cacciate alcuni anni fa dal monastero di Santa Maria del Carmine di Camerino (Macerata), si sono incatenate domenica mattina per circa due ore alla base di un lampione in Piazza Pio XII, lo slargo antistante la basilica di S.Pietro. Le due religiose, suor Albina Locantore, 73 anni, di Pisticci (Matera), e suor Teresa Izzi, 79 anni, di Fondi (Latina), appartenenti all'ordine delle Carmelitane di antica osservanza, hanno mosrato durante la protesta cartelli su cui è scritto: «Santità, non siamo né prostitute, né violente, né ladre, né malate di mente». E su un altro: «Santità, ci hanno cacciate e denunciate, vergogna!». Le due suore sostengono di aver lasciato il monastero per due mesi per motivi di salute e non essere state riammesse al loro rientro in convento. Dopo la protesta davanti al portone della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, ancora in piazza Pio XII, una portavoce delle le due monache di clausura, quasi ottantenni, ha detto di aver ricevuto, tramite le forze dell'ordine, la proposta di essere ricevute da qualche rappresentante della Congregazione, offerta respinta - ha spiegato - per l'assenza del legale rappresentante delle due suore, l'avvocato Luca Brazigar di Modena.

L'OMBRA DI UN UOMO - Dietro la vicenda delle due suore ci sono un'ispezione eccelesiale e un'inchiesta della procura. Suor Albina Locantore, 73 anni, lucana, era la priora del convento, prima di esserne allontanata dopo che un'ispezione ecclesiale del 2005 aveva scoperto varie irregolarità, compresa la presenza di un uomo, un ex appartenente alle forze dell'ordine, ospitato come custode nella struttura. Alcune religiose avevano sostenuto che la presenza dell'uomo era indispensabile, visto che il convento ospitava suore molto anziane. Dall'ispezione, però, erano emersi anche ammanchi di denaro, sui quali era stata aperta un'inchiesta della magistratura. Quest'ultima, nel 2007, ha chiesto il rinvio a giudizio dell'uomo per truffa e circonvenzione di incapace.

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